Rito ambrosiano
Don Luigi Galli

Domenica 10 settembre - II dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

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Lettura del Vangelo secondo Giovanni (5,19-24)

In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare e disse: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.

In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita».

     
Dalla Parola alla vita

La liturgia in queste domeniche ci accompagna nella contemplazione del mistero di Gesù. In particolare, le letture di oggi ci invitano a meditare sul rapporto tra il Padre e Gesù.

1. «Quello che il Padre fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo». Questa affermazione commuove perché ci introduce nel cuore del mistero cristiano. Ogni donna e uomo, credente o no, cerca il significato da dare alla propria esistenza. Da sempre questa ricerca accompagna la storia dell’ umanità. Ebbene, Gesù ci rivela suo Padre, cioè il mistero di Dio, in modo eccezionale. Ci dice il Vangelo: se vuoi incontrare Dio, guarda come si comporta Gesù e da lui scoprirai “come è fatto” Dio. Questa identità tra l’ agire di Gesù e la verità intima del Padre porta in primo piano che la ricerca di Dio non può mai essere solo un fatto intellettuale, ma sono la forza e il desiderio dell’ amore che spingono la libertà, cioè la persona intera, a mettersi in cammino per scoprire nella croce di Gesù il volto di Dio, che si rivela come misericordia incondizionata.

2. «Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita». L’ opera del Padre consiste nel tenere le braccia aperte verso tutte le sue creature perché possano godere della sua stessa vita. L’ annuncio della risurrezione, centro vitale del cristianesimo, prende avvio dall’ annuncio di quella di Gesù; quello che il Padre ha compiuto in Gesù, facendo sì che l’ umanità di Gesù superasse il disfacimento della morte, è la sua promessa per tutti gli uomini. Nessuno è escluso da questa rivelazione: la risurrezione è un dono che potrebbe essere rifiutato dalla libertà umana, ma il Padre, in Gesù, si è impegnato a fare in modo che questo non avvenga. Questa speranza è la fiamma viva che arde nel cuore della Chiesa e nessuna sua cattiveria o peccato potrà mai spegnerla. Il Figlio dà la vita perché fa quello che fa il Padre. La Chiesa non potrà mai nascondere dietro i suoi peccati questa luce abbagliante.

3. «Chi ascolta la mia parola… ha la vita eterna... ed è passato dalla morte alla vita». Purtroppo queste sono parole che risuonano spesso nelle nostre orecchie, ma non sempre abbiamo la pazienza e il coraggio di assimilarne il significato fino in fondo. Ascoltare la parola di Gesù significa imparare a vivere come ha vissuto lui e, così facendo, la vita diventa immortale. Gesù ha riassunto il senso della sua esistenza e ha compiuto lo svelamento pieno del Padre sulla croce. Gesù, nel fare la volontà del Padre, rende visibile l’ amore di Dio, cioè mostra che la vita donata da Dio non teme la morte. Il cristiano, che progressivamente impara a pensare e a vivere nell’ amore come ha fatto Gesù, vive già nella vita eterna perché l’ amore supera la morte: ogni atto fatto con lo stesso amore di Gesù non andrà perduto e resterà per sempre; tutto il resto sarà bruciato dal fuoco. Per sostenere questa speranza Gesù, dalla croce, ha “soffiato” sul mondo il suo Spirito che è amore e ci assicura che nulla è impossibile a Dio.

Commento di don Luigi Galli



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