Rito ambrosiano
Don Luigi Galli

Domenica 1° aprile - di Pasqua nella risurrezione del Signore

Pubblicità

Lettura del Vangelo secondo Giovanni (20,11-18)

In quel tempo. Maria di Màgdala stava all’ esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’ uno dalla parte del capo e l’ altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’ hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’ hai portato via tu, dimmi dove l’ hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.
   

Dalla Parola alla vita

Sono davvero tanti i racconti evangelici della Pasqua, sia quelli che descrivono un sepolcro inspiegabilmente vuoto, sia quelli che mettono in scena la presenza di angeli i quali affermano che Gesù è risorto, sia quelli di incontri tra i discepoli e il Signore, sulla riva del lago di Tiberiade o lungo la strada, anche se non lo riconoscono, o meglio non lo riconoscono subito.

Uno di questi racconti, proclamato nella liturgia del giorno di Pasqua, è l’ incontro tra Gesù e la Maddalena, che avviene fuori dal sepolcro, in un giardino che ricorda quello della creazione, il paradiso in cui l’ uomo e la donna vengono posti all’ inizio della loro avventura umana. Maria di Magdala trova il sepolcro vuoto e si dispera; interrogata dagli angeli sul motivo del suo pianto, spiega di essere alla ricerca del Signore: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto».

In realtà Maria sta cercando il corpo di un defunto, per quanto spinta da un bene profondo; per lei la vita di Gesù è ormai finita in modo orribile sul patibolo della croce. Ma quando per la seconda volta si sente domandare: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?», il suo desiderio di “andare a prenderlo” è ancora più chiaro. Maria di Magdala sta cercando un corpo, non un vivente. La risurrezione del Signore infatti è una sorpresa per tutti; anzi per qualcuno dei dodici – ricordiamo tutti l’ episodio di Tommaso – è una cosa impossibile da credere, anche davanti alla testimonianza degli altri discepoli.

Alla fine, solo quando si sente chiamare per nome, a Maria di Magdala qualcosa accade: i suoi occhi improvvisamente si aprono ed essa lo riconosce. Qualcosa di analogo accade anche ai discepoli di Emmaus e così pure ad alcuni dei discepoli sulla riva del lago di Tiberiade, durante una pesca miracolosa. Gesù è risorto, il vivente è tornato e ora i suoi discepoli lo possono vedere, ma non riescono a riconoscerlo subito.

La stessa cosa accade anche a noi, discepoli di oggi: il Signore risorto ci viene a cercare nella nostra vita quotidiana, nei momenti di smarrimento e di tristezza, nei momenti di delusione e di vuoto, nei momenti di fallimento, ma anche noi siamo incapaci di riconoscerne la presenza. Sembra uno sconosciuto, una persona che è lì per caso. Ha l’ aspetto di un vicino di casa o di un collega, di uno sconosciuto che ci tende la mano o di una persona cara che sentiamo particolarmente preziosa. Il Signore risorto è con noi ancora, è con noi sempre, per sostenerci e consolarci, per ridarci speranza e fiducia. Spesso lo cerchiamo nel modo sbagliato o nel posto sbagliato, in realtà è sempre lui che viene a cercarci e si rende visibile.

Donaci occhi Signore per riconoscere la tua presenza, fa’ che possiamo credere davvero che tu sei il vivente, che hai vinto la morte e che nella tua risurrezione c’ è anche per noi tutti una promessa di vita, oltre la nostra fragilità e le nostre paure. Fa’ che anche noi, come Maria di Magdala, possiamo ripartire dalla tua Pasqua, dicendo ai nostri fratelli: «Ho visto il Signore!».

Commento di don Marco Bove



Loading

Pubblicità