Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

Come far fronte a questo clima da stadio

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Caro padre, osservo un acuirsi delle divisioni in categorie e un clima molto combattivo fra di esse, a colpi di insulti, di demonizzazione e di pregiudizi. Il dialogo è sparito e anche la mediazione. Le ragioni proprie, poi, non sono supportate da argomenti, ma dal denigrare l’ altro e dall’ attribuirgli le responsabilità di tutto. Nessuno è escluso da questa rissa mediatica, nemmeno alcune frange di cristiani (clero compreso). Cosa posso fare per entrare in dialogo con gli altri, oltre a pregare?

GELFINO ROSSO

Sono molto preoccupato anch’ io dall’ attuale clima da stadio. Invece di riconoscerci nella comune umanità, vediamo l’ altro come un nemico, da colpire in tutti i modi, partendo dagli insulti. Quello che più mi rattrista è quando a far questo sono dei cristiani. Che cosa fare? Penso che non bisogna lasciarsi invischiare nelle chiacchiere da bar. Se si interviene, va fatto sempre in maniera pacata. Ciò che conta di più è sempre la propria testimonianza di vita, che vale più di molte parole.

Come ha scritto il Papa nel messaggio per la Giornata delle comunicazioni sociali, «il miglior antidoto contro le falsità non sono le strategie, ma le persone: persone che, libere dalla bramosia, sono pronte all’ ascolto e attraverso la fatica di un dialogo sincero lasciano emergere la verità; persone che, attratte dal bene, si responsabilizzano nell’ uso del linguaggio». Facciamo allora nostra la preghiera di sapore francescano scritta dal Papa: «Signore, fa’ di noi strumenti della tua pace. Facci riconoscere il male che si insinua in una comunicazione che non crea comunione. Rendici capaci di togliere il veleno dai nostri giudizi. Aiutaci a parlare degli altri come di fratelli e sorelle. Tu sei fedele e degno di fiducia; fa’ che le nostre parole siano semi di bene per il mondo: dove c’ è rumore, fa’ che pratichiamo l’ ascolto; dove c’ è confusione, fa’ che ispiriamo armonia; dove c’ è ambiguità, fa’ che portiamo chiarezza; dove c’ è esclusione, fa’ che portiamo condivisione; dove c’ è sensazionalismo, fa’ che usiamo sobrietà; dove c’ è superficialità, fa’ che poniamo interrogativi veri; dove c’ è pregiudizio, fa’ che suscitiamo fiducia; dove c’ è aggressività, fa’ che portiamo rispetto; dove c’ è falsità, fa’ che portiamo verità. Amen».



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