Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

Chiese con il biglietto d'ingresso, strana religiosità!

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Gentile direttore, io e mia moglie viviamo poco distanti da Lecce, dove ci rechiamo ogni domenica per trascorrere qualche ora. Da qualche tempo ci è precluso l’ ingresso nei principali luoghi di culto della città, al di fuori della Messa, anche solo per una preghiera o un momento di riflessione, vista la decisione di imporre un biglietto d’ ingresso a pagamento. Vorrei un suo parere su questo strano modo di intendere la religiosità.

BRUNO MELPIGNANO

Il problema dell’ accesso a pagamento ad alcuni luoghi di culto riguarda un numero minimo ma significativo di chiese, spesso nelle grandi città, dove è più forte la presenza di turisti. I motivi per richiedere un biglietto d’ ingresso sono molteplici e vanno dalla copertura dei costi di gestione e pulizia alla garanzia di un flusso regolato di persone.

Secondo me è giusto far pagare l’ ingresso a chi entra in una chiesa di particolare valore artistico solo per motivi turistici. Il rischio però è che il luogo di culto si trasformi in un museo. Dovrebbe essere sempre riservato uno spazio per chi entra per pregare, anche al di fuori delle celebrazioni. Questo avviene per esempio nel duomo di Milano e nella gran parte dei casi. È questo anche il senso di una nota dei vescovi pubblicata nel 2012, nella quale si «riafferma il principio dell’ apertura gratuita delle chiese, come luoghi dedicati primariamente alla preghiera comunitaria e personale». Si specifica poi che la regola va applicata «anche alle chiese di grande rilevanza storico-artistica, interessate da flussi turistici notevoli».



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