Vizi capitali, se li conosci li vinci

«Vorremmo fare della nostra vita un capolavoro», dice il monaco Enzo Bianchi. «Spesso, però, il nostro cuore è dominato da rapporti deformati con le cose, con gli altri e con Dio».

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Sembra una sfida persa in partenza, specialmente in un’ epoca come la nostra, graffiata dal relativismo etico che porta ciascuno a fare quello che ritiene meglio, fuggendo il più possibile il rischio e la fatica della scelta. «L’ ammetto», esordisce Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose, «parlare oggi di lotta spirituale significa togliere la polvere a uno degli aspetti più dimenticati e irrisi della vita cristiana. Eppure, il combattimento interiore è più che mai essenziale».

A monte di tutto c’ è un problema. Si chiama ignoranza. «Ognuno di noi aspira a fare della propria vita un capolavoro», sottolinea Bianchi. «C’ è un obiettivo correlato: la felicità.
Ciò che si dimentica facilmente è che per riuscire in questo duplice intento contano i rapporti con le cose (a partire dal cibo, dalla sessualità e dal denaro), con il tempo, con lo spazio. Insomma, contano le relazioni che uno ha, non ha o ha deformate, con sé stesso con gli altri e, per chi crede, con Dio. Possiamo dirci davvero liberi oppure no?».



«L’ esperienza», prosegue Bianchi, «insegna che non sempre le nostre relazioni sono improntate a libertà. Spesso e volentieri il nostro cuore è dominato da quelle tentazioni che i Padri della Chiesa chiamavano saggiamente “vizi capitali”. Ingordigia, lussuria, avarizia, tristezza, collera, acedia, vanagloria e superbia, infatti, si annidano nel nostro cuore, pronte a sedurlo e a farlo cadere in peccato. Quale migliore occasione dell’ Avvento, allora, tempo di attesa, ma anche di vigilanza e di rinascita, per combattere questi pensieri malvagi ed esercitarsi nella delicata arte della lotta contro le tentazioni?».

Il tema è di quelli da prendere sul serio. «Nell’ Ottocento, ad esempio, lo fece un poeta “maledetto” del calibro di Arthur Rimbaud. «La lotta spirituale è brutale quanto la battaglia fra uomini», scrisse in Una stagione all’ inferno.
Chi ride di abba Antonio oppresso nel deserto dagli spiriti malvagi che gli appaiono «sotto forma di belve e di serpenti», è un superficiale che non si conosce, oppure è una persona costantemente vinta dalle tentazioni, al punto da non accorgersene più.
Va quindi detto con chiarezza: non è possibile l’ edificazione di una personalità umana e spirituale robusta senza la lotta interiore, senza un esercizio al discernimento tra bene e male, in modo da giungere a dire dei “sì” convinti e dei “no” efficaci; “sì” a quello che possiamo essere e fare in conformità a Cristo; “no” alle pulsioni egocentriche che ci alienano, contraddicendo i rapporti che abbiamo con noi stessi, con Dio, con gli altri e con le cose, privi a quel punto di libertà e amore».

Nessun dualismo spirituale, quasi che per affermare Dio occorra negare l’ uomo. Gli otto agili volumi sono altrettante tappe di un cammino che aiuta a conoscere i vizi capitali. Per aiutare a vincerli.
Sia a livello personale che sociale. «L’ ingordigia, ovvero la “gola” », conclude Enzo Bianchi, «segnala un pessimo rapporto con il cibo. Bulimia e anoressia sono due piaghe diffuse, ma a livello comunitario questo vizio capitale si chiama consumismo. Vogliamo parlare, poi, dell’ avarizia, ovvero di un rapporto deformato con il denaro? Il suo volto sociale è lo sfruttamento del potere finanziario.
La sessualità, infine: è buona, è santa, l’ ha creata il Signore. Anche il piacere rientra nei progetti di Dio. Ma se non c’ è disciplina, questa forza meravigliosa e al tempo stesso caotica rischia di trasformare l’ altro in oggetto.
La pornografia mette sempre davanti a noi delle parti del corpo, mai la persona. La lotta, l’ ascesi, ha come traguardo finale una vita piena. Compiuta». Leggere per credere.

Dialoga con Enzo Bianchi il 21 novembre alle 15.30

Il priore della comunità di Bose risponderà in diretta alle domande di chi si collegherà alla pagina Facebook di Famiglia Cristiana: http://bit.ly/dialogaconenzobianchi

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