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Il monologo di Capossela su san Nicola, protettore dei migranti

Pubblichiamo il monologo che il cantautore irpino recita durante i suoi spettacoli "Ombre nell'inverno": tra poesia, ironia e rimandi all'attualità la storia di un Santo che ha attraversato nazioni e continenti.


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Ecco il testo che Vinicio Capossela recita durante il tour "Ombre nell'inverno" dedicato a san Nicola, di cui oggi si celebra la ricorrenza. Il cantautore identifica un protettore degli scappati di casa in San Nicola, nome comune tra gli emigrati meridionali, parente di quel Nicolaus, che fu il primo portatore di doni, l'americano Santa Claus. San Nicola si identifica anche con i cerini di legno, che donano alle persone la capacità di sapersi parlare:

"Salute a voi, signori, in alto i cuori! Nicoula, mi chiamano... Sante Nicola...! Sante di nome e Nicola di cognome, sono il lontano parente di quello che chiamano Niccolò, qui a Venezia dove si sono presi quel poco di reliquie e di ossi che gli hanno lasciato i miei compaesani baresi…  Eh sì, perché sono venerato in tanti posti, perché sono sempre emigrato in cerca di lavoro... sempre festeggiato e però sempre malaccompagnato…

Le mie erano le feste dei pazzi, dove i primi diventavano ultimi e gli ultimi diventavano i primi, se i primi gli lasciavano qualche cosa… Alle Alpi, all’ Austria alla Svizzera, alla Germania, me ne venivo con  questi orchi con corna e con certe mani pelose, come... guanti! Eccoli qua, questi mi seguono da Canazei... sono brutti... ma fanno un lavoro importante... spaventano i bambini e li educano a vincere la paura... che lo spavento è una cosa naturale, genuina, ma sulla paura si sta facendo un lavoro industriale, perché ai potenti fa comodo che la gente sia impaurita da tutto, e si rinchiuda in casa... e se ne esca solo per le feste comandate.

L’ ultima che hanno messo era ieri prima del White Christmas hanno messo il Black Friday... per consumare di più…  io sono stato il portatore di doni, ma da ieri ho sporto denuncia per molestie… la gente non sa più cosa desiderare... per una cosa che ti ordinano subito ne vogliono un'altra... e io come aggia fa’ ? Così l’ affare dei desideri l’ ho lasciato a Babbo Natale, che a lui gli riesce meglio. Mi sembra più capace, più organizzato! E poi io dei desideri non mi fido! E ve lo dico! Bisogna fare attenzione a quello che si desidera, che poi magari è capace che si avvera!


Io per me mi sono tenuto soltanto questi cerini, così illuminanti... e momentanei! Che, accendono la fantasia e donano l’ eloquenza. Sembrano poco, ma non glieli ho lasciati. Li tengo per me, e li regalo, e il regalo qual è? La buona favella, che è brutta la povertà di non sapersi parlare, ed è ricchezza che non si compra, ma va tenuta curata, che se no le parole ti lasciano e si resta soli... e soli non è meglio che malaccompagnati! Perché siete voi il regalo uno dell’ altro… E siccome io sono insofferente e mi sono ritirato, la buona favella la potete trovare da voi in questo libricino che si trova qui all’ ingresso e da nessun’ altra parte... perciò tenete, e se i vostri desideri non si sono avverati, almeno lì potete raccontare, come abbiamo fatto stasera con voi.


Il cantautore riproporrà il suo san Nicola a Musica dei cieli, l’ unico festival diffuso sull’ intero territorio nazionale dedicato alle voci e alle musiche della spiritualità, in cui artisti importanti della scena italiana e internazionale si confrontano con i temi del sacro e del trascendente. Venerdì 22 dicembre alle OGR di Torino metterà in scena "I CERINI DI SANTO NICOLA”, un «racconto infiammabile per voci, suoni e canzoni» di ispirazione natalizia (ore 21.00 – Info e acquisto online su www.ogrtorino.it). Si tratterà di fatto della prima e unica messa in scena di un testo originariamente concepito come radiodramma, andato in onda la notte di Natale del 2002, una rappresentazione che sarà arricchita dalla partecipazione di Paolo Rossi come ospite speciale. 

Foto di Guido Harari e di Chico De Luigi

 

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