Come vivere felici senza crescita

Per cinque giorni a Venezia si confrontano i movimenti dell'altra economia alla terza Conferenza internazionale sulla decrescita. Presenti 600 delegati da tutto il mondo.

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Sarà paradossale, ma è una realtà: la “decrescita”… sta crescendo, e in fretta anche. A dimostrarlo sono i numeri e l’ interesse montante attorno all’ evento più significativo dell’ anno su questo tema, cioè la terza “Conferenza internazionale sulla decrescita per la sostenibilità ecologica  e l’ equità sociale” che si inaugura il 19 settembre a Venezia e si concluderà il 23.

Sono seicento i partecipanti  venuti da 45 Paesi
che animeranno la cinque giorni del simposio, suddividendosi in 61 workshop, sei forum, due assemblee delle reti che raccolgono i movimenti  pro-decrescita, e che affolleranno  una lunga serie di eventi collaterali, tra cui rassegne cinematografiche, fiere agricole, campi-scuola e teatri-forum (tutto il programma è su www.venezia2012.it).

C’ è chi raggiungerà la laguna in aereo, chi arrivando in sella alla bici, come gli iscritti partiti da Barcellona, e chi in groppa agli asini, come i “decrescisti” ferraresi. Ma chi sono i “partigiani della decrescita”, per dirla alla Serge Latouche, l’ economista e filosofo francese teorizzatore della “decrescita” che interverrà a Venezia?  E’ un movimento  dentro il quale si collocano centinaia di realtà associative tra le più disparate. Ma tutti accomunati da un idea: che l’ attuale crisi non è nient’ altro che il sintomo più evidente della fine del modello produttivista che credeva ciecamente nell’ assioma: più produzione, più consumo di massa, più prosperità e felicità. E sono convinti che l’ età del “doposviluppo” debba, invece, essere contraddistinta da modelli economici che, mediante la tecnologia, siano sostenibili con le risorse dell’ ambiente, condividano i beni e promuovano l’ uomo. E pensano che per far ciò si debba partire dal “micro”, cioè dalle scelte individuali, familiari e della comunità cittadine.  

A promuovere la Conferenza sono un cartello di associazioni (Associazione Decrescita, Arci, Research & Degrowth, Kuminda, Spazi verdi e Sesterzo) due università (quella di Architettura di Venezia, e l’ Università di Udine) e il Comune di Venezia. Ma i partner, quasi tutti italiani,  sono oltre settanta, dal Movimento Decrescita felice, a Slow Food, dalle reti dei Comuni solidali (Recosol), a Bilanci di giustizia,  da Social Trekking al Movi (Movimento di volontariato italiano). Ampia è la presenza cattolica, Acli,  Mani Tese e Ufficio Pastorale Stili di Vita della diocesi di Venezia, in testa. 
 
Insomma il tema della decrescita, declinato in ogni suo aspetto,
esce dal recinto ristretto della nicchia di attivisti, per irrompere nello scenario culturale, politico, economico. La laguna diventa per cinque giorni il laboratorio mondiale dove si confrontano le esperienze e i pensieri più avanzati sul tema.  L’ evento sarà inaugurato da un’ assemblea aperta alla cittadinanza con la presenza dei rettori delle due università promotrici, per poi svilupparsi nelle giornate centrali con le assemblee plenarie tematiche e i focus-group che prevedono, tra gli altri,  interventi di personaggi del calibro di Helena Noeberg-Hodge, scrittrice australiana, attivista e autrice del film “L’ economia della felicità”, l’ economista inglese Tim Jackson, Rob Hopkins, il fondatore delle “Transition Towns”, il meteorologo Luca Mercalli, Maurizio Pallante, fondatore del “Movimento per la decrescita felice” e co-autore del recente saggio “Debiti pubblici, crisi economica e decrescita felice”.

Tra le conferenze, da segnalare quella che si terrà il 20 nella basilica dei Frari: “Immaginazione e spiritualità. Per una ri/conversione ecologica della società” dove interverranno Alex Zanotelli, Serge Latouche e Marcelo Barros, priore del monastero brasiliano dell’ Annunciazione a Goias Veldho.    Infine durante il Congresso, ma decentrata in altre parti della città, si svolgerà “Altro futuro” la fiera della decrescita e della città sostenibile”, con incontri, spettacoli e performance.      

Basta poco per vievere bene (foto Corbis).
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