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Vanno in pensione le "gamme"

Tranne poche eccezioni, non esistono più i formati obbligatori dei prodotti


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Tranne poche eccezioni, non esistono più le “gamme” (volumi dei contenitori) obbligatorie dei prodotti. Lo ha stabilito il Decreto legislativo n. 12/2010 in attuazione di una Direttiva Ce, il quale ha mantenuto l’ obbligatorietà delle gamme soltanto per vini, spumanti e bevande alcoliche. Per fare la storia delle gamme bisogna partire da lontano.
Se al ristorante si ordina un litro di acqua minerale viene portata una bottiglia che sembra un litro, ma leggendo l’ etichetta si scopre che sono 90 o 92 centilitri, a seconda dei casi. Naturalmente capita di comprarla anche al supermercato e non è soltanto l’ acqua minerale ad avere questi contenuti strani, in quanto la colpa, se così si può dire, è della solita Unione europea, che più di venti anni fa si pose il problema delle “gamme” dei prodotti alimentari e non alimentari. Sulla materia fu emanata una direttiva (n. 211/1976), in quanto ai fini della libera circolazione dei prodotti in Europa non poteva esserci una confusione di pesi e volumi. In altre parole, se i produttori avessero avuto la libertà di stabilire le gamme, ci sarebbe stato sia un caos di pesi e volumi che avrebbe impedito al consumatore di fare un agevole confronto dei prezzi, sia una rincorsa dei produttori a diminuire le quantità contenute negli imballaggi. Furono così imposte le gamme e ne uscì fuori un mondo un po’ strano di confezioni e imballaggi.
 Per esempio, non ci poteva essere il burro da 1 etto, ma semmai da 125 grammi, era proibito il caffè da 2 etti, i bastoncini di pesce surgelati potevano essere da 150 grammi, vietati invece ai filetti di pesce, che dovevano scegliere fra 100 o 200 grammi, i deodoranti potevano contenere 20 grammi che erano vietati ai profumi e così via. I prodotti in regola con le gamme europee e soggetti a controllo da parte del produttore sul contenuto effettivo, riportano la lettera “e” accanto al peso o al volume e possono circolare liberamente in Europa. Tutto questo armamentario normativo sulle gamme, comunque, ha perso importanza da quando la Ce ha imposto l’ indicazione del prezzo al chilo o al litro su quasi tutti i prodotti, in modo che il consumatore possa fare un confronto dei prezzi senza usare la calcolatrice. E’ per questo motivo che è stata emanata la Direttiva che ha abolito le gamme.

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