Accoglienza migranti, prove concrete di ecumenismo

A Torre Pellice (Torino), il Sinodo ha riflettuto sui problemi legati all'esodo epocale di persone (mai così tante dalla fine della Seconda guerra mondiale). Le esperienze di aiuto gestite con i cattolici. L'impiego dei fondi dell'8 per mille. Lettera a papa Francesco: insieme in una storia nuova.

Pubblicità

Sono entrati nel vivo i lavori del Sinodo delle chiese valdesi e metodiste con un appassionato dibattito sull'ecumenismo, che ha portato all'approvazione di una lettera di risposta alla richiesta di perdono rivolta da papa Francesco ai valdesi. Nella lettera si è sottolineato che il perdono per i cristiani è sempre dato da Dio ma che il gesto del papa inaugura una nuova stagione di collaborazione ecumenica. «Il dialogo fraterno che oggi conduciamo è dono della misericordia di Dio, che molte volte ha perdonato, e ancora perdona, la sua e la nostra Chiesa, invitandole al pentimento, alla conversione e a novità di vita», si legge nel documento.

Un dialogo che è attivo e proficuo da tempo e che – come ha sottolineato la pastora ed ex moderatora della Tavola valdese Maria Bonafede, responsabile dei rapporti ecumenici della Fcei, Federazione delle chiese evangeliche in Italia – ha portato lo scorso marzo alla firma di un appello congiunto della Fcei, della Cei e di numerose chiese ortodosse contro la violenza sulle donne. Anche l'accoglienza ai rifugiati è un ambito di collaborazione fraterna già avviato e e fertile, secondo un'identità di vedute che risponde alla stessa fede in Cristo. Come ha ricordato il moderatore Eugenio Bernardini, «i cristiani sono chiamati a un compito ben preciso: come il samaritano che non passò dall’ altra parte della strada, non possiamo ignorare il dramma che si compie nel Mediterraneo».

Una vocazione che si traduce in diversi interventi finanziati dall'otto per mille, in Italia e all'estero; fra questi il progetto comune di Mediterranean Hope (Fcei) e della Comunità Sant'Egidio per la costituzione di corridoi umanitari tra il Marocco e l'Italia, che permettano a soggetti vulnerabili di ottenere un visto per motivi umanitari. La Chiesa valdese destina i proventi dell'Otto per mille dell'Irpef – quest’ anno si tratta di 40 milioni e 285 mila euro – esclusivamente a finalità sociali, culturali e assistenziali, sia in Italia sia all'estero; nel 2015 ha raccolto più di seicentomila firme. A questo proposito, l'assemblea ha ratificato l'approvazione di un nuovo meccanismo, più flessibile, della ripartizione dei fondi disponibili: non potrà essere inferiore al 40% per l'Italia e altrettanto per l'estero, con una quota di 20% che potrà oscillare a seconda delle necessità. «E' in crescita anche il monitoraggio dei progetti finanziati, per una gestione sempre più approfondita e trasparente, senza trascurare la valutazione dell'impatto che l'otto per mille ha avuto nei territori di intervento», ha concluso Susanna Pietra, responsabile dell'Ufficio Otto per mille della Tavola valdese.  

Loading

Pubblicità