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Utero in affitto, lo spot della Rai con Vendola fa infuriare le femministe

Nel programma Chakra in onda sabato scorso la conduttrice Michela Murgia fa un grande spot alla maternità surrogata con testimonial l’ ex governatore della Puglia. Le femministe scrivono una lettera alla presidente della Rai Monica Maggioni: «Vergognoso e sfacciatamente di parte»


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Immaginate che in un programma della Rai, all’ orario del tè di sabato pomeriggio, vada in onda un enorme spot a quello che in Italia, legge alla mano, è un reato punito con il carcere fino a due anni e con la multa fino ad un milione di euro. Poi immaginate anche un servizio (giornalistico?) che elogia questo reato con il testimonial ospite in studio che discetta di “produzione di vita”. Adesso non immaginate più e andate a recuperare la puntata di Chakra sulle “nuove maternità” andata in onda su Raitre sabato 7 ottobre alle 18 dove è accaduto esattamente questo. Tema: utero in affitto (i più raffinati la chiamano “maternità surrogata” o “surrogacy” che fa più chic). Conduce la scrittrice Michela Murgia che nella sua narrazione delle magnifiche sorti e progressive omette due o tre cosucce: che la pratica dell’ utero in affitto, ad esempio, è vietata in quasi tutto il mondo; che di recente il Parlamento europeo l’ ha definita gravemente lesiva dei diritti umani e della dignità delle donne e che alcuni paesi come Messico, Thailandia e India hanno messo dei paletti molto precisi e l’ hanno vietata agli stranieri perché era diventato un business selvaggio e senza regole fatto sulla pelle delle donne ridotte a partorire figli per coppie ricche e danarose dietro compenso economico pattuito per contratto.

In studio, a onor del vero, ci sarebbe una sociologa, Daniela Danna, che è fortemente critica nei confronti dell’ utero in affitto e per Laterza ha scritto un libro «Fare un figlio per altri è giusto». Falso! Peccato che Danna venga interrotta continuamente e non riesca ad argomentare le sue posizioni.

C’ è, invece, Murgia che chiama “ragazza” e non “madre” la donna che ha partorito due gemelli in Ucraina per conto di una donna che non ne poteva avere e poi si lancia in una spericolata rilettura di Pinocchio dove Collodi avrebbe raccontato una paternità alternativa, addirittura di quelle senza una madre biologica.

Poi è la volta dell’ ex governatore della Puglia, Nichi Vendola, il quale in barba alla legge italiana si è trasferito all’ estero, in California, con il suo compagno per scegliere a quale donna ordinare il figlio. Ovviamente Vendola ha spiegato, va da sé, che con la donna che ha fornito l’ ovulo e con quella che ha portato il grembo il bambino hanno un rapporto epistolare bellissimo.

«la conduttrice non ha chiesto a vendola quanto abbia pagato per acquistare gli ovociti in America»

A protestare contro la trasmissione, con una lettera indirizzata alla presidente della Rai Monica Maggioni, sono numerose associazioni femministe, scrittrici e giornaliste che hanno scritto, giustamente, che «da un servizio pubblico ci saremmo aspettate un’ informazione imparziale e ad ampio spettro». Tra le firmatarie della lettera, tra gli altri, Arcilesbica, ResistenzaFemminista, Rua – Resistenza all’ Utero in Affitto, Se Non Ora quando Libere, Monica Ricci Sargentini, Sara Rinaudo, Silvia Magni, Paola Tavella e Marina Terragni.

«Michela Murgia», si legge nella lettera, «ha voluto presentare solo un lato della medaglia, di fatto mandando in onda uno spot pro-Gestazione per altri. La conduttrice non ha mai chiesto a Nichi Vendola, il quale si è spinto addirittura a parlare di “produzione di vita”, quanto abbia pagato per l’ acquisto degli ovociti e per la surrogacy negli Stati Uniti (il prezzo è circa 130mila euro), né ha dato conto delle numerose testimonianze di madri surrogate pentite che sono finite in tribunale per avere la possibilità di vedere i figli o per non dover abortire. Nessun accenno, poi, ai rischi per la salute, ormai più che documentati, che corrono sia le donne che forniscono gli ovuli che le madri surrogate». E aggiungono: «Anzi. Murgia ha trasmesso un servizio tratto dal libro di Serena Marchi “Mio, tuo, suo, loro” in cui vengono intervistate solo portatrici che hanno felicemente portato a termine il loro “lavoro”. Eppure bastava fare una telefonata a Jennifer Lahl, di Stop Surrogacy Now, o mandare in onda parte del documentario Breeders (Fattrici) per dare allo spettatore un’ informazione completa.Tutti i filmati trasmessi sono stati pro-Gpa».

Le femministe scrivono inoltre che «la conduttrice si è dichiarata sfacciatamente a favore di una normativa che consenta l’ utero in affitto in Italia arrivando persino a distinguere la gestazione dalla maternità e ha deriso le femministe contrarie definendole arroccate su posizioni di retroguardia».

La richiesta finale è chiara: «Ci aspettiamo quanto prima una trasmissione che riequilibri l’ informazione sul tema». Vedremo cosa risponderà Maggioni.

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