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Un omaggio a Matteo Ricci apre il Festival di Macerata

Un'opera commissionata al compositore Carlo Boccadoro racconta il grande gesuita maceratese morto in Cina nel 1610. In programma allo Sferisterio i capolavori operistici ambientati in Oriente: Turandot, Madama Butterfly e Aida. Previsto un recital di Stefano Bollani.


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Guarda a Oriente la 53a edizione del Macerata Opera Festival. Lo fa proponendo nella cornice unica dello Sferisterio (2.500 posti, 104 palchi e il palcoscenico più ampio d’ Europa) , tre capolavori “esotici” della lirica come Turandot, Madama Butterfly e Aida, ma anche rendendo omaggio al più illustre dei maceratesi, padre Matteo Ricci, straordinaria figura di evangelizzatore e di mediatore culturale. Nato nel 1552, il missionario gesuita svolse la sua opera di evangelizzazione prima a Macao e poi, dal 1601 a Pechino, dove fu ben accolto dall’ imperatore anche grazie alle sue profonde conoscenze della matematica e dell’ astronomia, che contribuì a diffondere con numerose opere nella lingua natale, imparata alla perfezione. Ormai “incinesito”, impeccabile nel suo abito da letterato cinese, Ricci non fece più ritorno in Europa. Egli resterà in Cina fino al giorno della sua morte, l’ 11 maggio 1610. Oggi la sua tomba si trova a Pechino, nel piccolo cimitero di Tenggong Zhalan, ed è stata restaurata nel 2010, in occasione del quarto centenario della morte. Una statua e una lapide (in parte scritta anche in cinese) rendono onore a Ricci all’ ingresso del Duomo di Macerata.

L’ omaggio a Matteo Ricci inaugura il Macerata Opera Festival il 20 luglio, al Teatro  Lauro Rossi, con la prima assoluta di un’ opera commissionata  al compositore Carlo Boccadoro. Boccadoro, anche lui maceratese, 54 anni da festeggiare proprio il giorno della “prima”, è fra i più apprezzati compositori italiani contemporanei. L’ opera composta per il Festival di intitola Shi (Si faccia) ed è basata sul libretto  della regista e drammaturga Cecilia Ligorio.

L’ opera è composta per due pianoforti e percussioni, con la presenza in scena di due voci (i baritoni Roberto Abbondanza e Bruno Taddia) e di un attore (Simone Tangolo). L’ allestimento è realizzato con la collaborazione dell’ Accademia di Belle Arti di Macerata, che cura le scene i costumi e le luci. I video sono curati da Igor Renzetti.

Il titolo dell’ opera (Shi, si faccia), riprende la disposizione data di suo pugno dall’ imperatore Wanli, il quale autorizzò così la sepoltura di Matteo Ricci sul suolo cinese, una eccezione alla legge secolare che prescriveva per gli stranieri morti in Cina il rimpatrio nel paese di provenienza.

Secondo Boccadoro, il messaggio principale che arriva da Shi è che “culture diverse possono convivere, compenetrarsi e non essere reciprocamente ostili”. L’ autrice del libretto, Cecilia Ligorio, spiega: “Il mio intento è proporre una struttura drammaturgica che permetta di restituire un profilo il più articolato possibile di questo uomo straordinario, profilo intessuto di scienza fede, poesia e determinazione, senza però perdere di vista la solitudine, la fatica e le rinunce che comporta il deviare senza concessioni la propria vita a un obiettivo fisso, sia esso religioso, artistico o esistenziale, con la speranza, sempre presente, di riuscire a condividerlo con altri”.

L’ opera sarà replicata il 26 luglio, il 2 e il 9 agosto. Il 21 luglio, invece, è previsto il debutto di Turandot, di Giacomo Puccini. Si tratta di una nuova coproduzione con il Teatro Nazionale Croato di Zagabria. La regia è affidata al duo Ricci/Forte (Gianni Forte e Stefano Ricci), sul podio Pier Giorgio Morandi alla guida dell’ Orchestra Regionale delle Marche. Il ruolo di Turandot è affidato al biondissimo soprano svedese Iréne Theorin. Repliche il 29 luglio, 4 e 13 agosto.

Il 22 va in scena Madama Butterfly, l’ altro  capolavoro pucciniano. Il ruolo della sventurata ragazza giapponese sedotta e abbandonata è interpretato da Maria Josè Siri, già applaudita nella prima scaligera del 7 dicembre scorso. La regia è di Nicola Berloffa, sul podio ci sarà Massimo Zanetti. Repliche il 28 luglio, 6 e 12 agosto.

Il 30 luglio va in scena Aida, proposta nell’ originale e bellissima regia di Francesco Micheli (direttore artistico del Festival maceratese), già vista e applaudita allo Sferisterio nell’ estate del 2014. Aida sarà Liana Aleksanyan, Maria Teresa Chiuri vestirà i panni di Amneris, mentre Stefano La Colla impersona Radames, La direzione è affidata a Riccardo. Repliche il 5, 11 e 14 agosto.

Il 23 luglio saranno protagonisti del Festival Stefano Bollani e il suo pianoforte. Sarà un one man show, senza scaletta e programma di sala, in cui ci sarà grande spazio per l’ improvvisazione.

L’ Associazione Sferisterio ha anche previsto una iniziativa di solidarietà a favore di Anffas, l’ Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale. Grazie anche alle donazioni del pubblico è previsto il sostegno al progetto “Mongolfiera”, con cui si intende avviare un servizio di dopo scuola per gli adolescenti con disabilità.

Con un totale di 17 rappresentazioni fra il 20 luglio e il 14 agosto, una Notte dell’ Opera nel centro storico di Macerata, le anteprime per i giovani, una serata a Pieve Torina fra le rovine del terremoto, gli “aperitivi culturali” (il 20 luglio previsto un dibattito su “Musica e Gesuiti fra due secoli e tre continenti”), il Macerata Opera Festival si conferma uno degli appuntamenti culturali più interessanti e vivaci dell’ estate. Con il merito, non da poco, di portare pubblico dall’ Italia e dall’ estero nel territorio ferito dal terremoto. Per fortuna le prenotazioni e le sponsorizzazioni non ne hanno risentito.

 

 

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