Un cioccolatino tira l'altro

Presentato all'Istituto penale minorile Ferrante Aporti di Torino il progetto Spes@Labor: giovani detenuti hanno un'occasione di reinserimento

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La speranza e il lavoro: due diritti che non dovrebbero esser negati a nessuno. A maggior ragione a chi ha commesso degli sbagli, ha voglia di ricominciare ed è disponibile a mettersi in discussione come i ragazzi detenuti presso l'Istituto penale per minorenni Ferrante Aporti di Torino. È questa la cornice in cui ha preso forma "Spes@Labor", progetto realizzato dalla Cooperativa sociale Le Soleil insieme a Spes e a Comunità Murialdo nell'ambito del bando "Unicredit Carta E- Strategie di coesione sociale per i giovani" promosso da Unicredit Foundation. Obiettivo fondamentale, offrire un'occasione concreta di reinserimento nel tessuto sociale di giovani detenuti attraverso interventi mirati di inclusione lavorativa e professionale.

«La detenzione, soprattutto se minorile – ha dichiarato Gabriella Picco, direttore dell’ I.P.M. “Ferrante Aporti” -, ha un obbligo: fornire opportunità di crescita e maturazione del ragazzo, partendo dalle motivazioni che lo hanno condotto in un istituto penale, guidandolo, attraverso l'analisi di sé e del suo contesto esistenziale, verso un percorso ri-educativo che contempli anche gli aspetti formativi e lavorativi. Il giovane reo deve poter trovare nella carcerazione l'opportunità di riscattarsi, anche attraverso un lavoro di consapevolizzazione, di riconoscimento delle proprie responsabilità e di valorizzazione delle proprie competenze positive; la formazione e l'avvicinamento al mondo del lavoro, nonché concrete opportunità di inserimento nel mondo del lavoro stesso, sono i presupposti per aiutare i giovani a ridefinire in modo positivo i loro percorsi di vita. Questi sono stati i presupposti sui quali é stato ideato e realizzato il progetto del laboratorio di produzione di cioccolato che a soli pochi mesi dal suo avvio, registra già un ottimo successo e validi/proficui percorsi di aiuto e speranza per i giovani che lo hanno e lo stanno frequentando».

La scelta del percorso ha assunto le sembianze di un laboratorio specializzato, all'interno del carcere, dotato di macchinari per la produzione, l'imballaggio, lo stoccaggio e il trasporto del cioccolato

«UniCredit Foundation – ha aggiunto il Presidente Maurizio Carrara – si è data come obiettivo strategico quello di contribuire alla creazione e al potenziamento di reti di assistenza e sostegno ai giovani in situazioni di disagio. In particolare, con questo progetto ci siamo rivolti a coloro che hanno vissuto situazioni di marginalizzazione sociale e che, in una fase come quella attuale, caratterizzata da una generalizzata difficoltà economica e da mancanza di rifermenti sociali, rischiano più di altri di vivere fenomeni di esclusione. Attraverso il nostro contributo abbiamo voluto concorrere – ha concluso Carrara – alla costruzione di nuovi modelli virtuosi, che possano essere ripresi anche da altre realtà, perché riteniamo che l’ integrazione sociale di giovani in difficoltà attraverso percorsi di formazione e avviamento al mondo del lavoro possa essere una buona base di partenza per lo sviluppo delle nostre comunità».

«In collaborazione con UniCredit Foundation - ha dichiarato Giovanni Forestiero, Responsabile Nord Ovest di UniCredit -, abbiamo voluto dar prova di una presenza concreta sul territorio con un intervento in ambito sociale finalizzato al rafforzamento della coesione delle nostre comunità. La scelta operata dalla nostra Fondazione é stata quella di destinare fondi che creassero una possibilità di riscatto e di reinserimento per giovani ad alto rischio di marginalizzazione sociale, cercando di favorire al meglio l’ interazione tra Istituzioni, Enti e Cooperative di assistenza già radicati nel tessuto locale,anche nel solco della particolare attenzione da alcuni anni UniCredit rivolge a tutto il settore del non profit, avendovi anche dedicato uno specifico modello di servizio bancario».

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