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Un aiuto col cuore in mano

Nasce una nuova alleanza tra Fondazione Telethon e Azione Cattolica per sensibilizzare la pubblica opinione e raccogliere fondi contro le malattie rare: in piazza e con prodotti solidali. «Insieme lavoriamo per costruire il Bene comune».


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Da oggi le parrocchie possono diventare amplificatore e pulpito per dare voce e speranza alle famiglie colpite da malattie rare, facendole uscire dal “buio” e sentire amate dalla comunità. È questo il senso del patto di collaborazione tra Fondazione Telethon, ente non profit guidato dal presidente Luca di Montezemolo, e Azione cattolica, con la rete delle sue 219 associazioni diocesane e parrocchiali distribuite su tutto il territorio italiano: sensibilizzare e promuovere tra la collettività e i propri tesserati la mission di Telethon e le sue campagne di raccolta fondi contro le malattie genetiche rare. In occasione dell’ accordo, Azione cattolica, con i suoi 300 mila aderenti, si è resa disponibile a partecipare alle prossime campagne di piazza, quelle di dicembre con l’ ormai famosa maratona televisiva e di primavera. Attivando le proprie diocesi e parrocchie per distribuire il Cuore di cioccolato e il Cuore di biscotto, prodotti solidali che Telethon utilizza da anni. Oltre alle iniziative che verranno di volta in volta concordate per collaborare alla raccolta fondi e per organizzare in piena sinergia attività di sensibilizzazione sull’ importanza della ricerca presso la collettività.

«Per tutti i ragazzi, i giovani e gli adulti dell’ Azione cattolica italiana l’ alleanza con gli amici di Telethon rappresenta una straordinaria occasione per collaborare alla costruzione del Bene comune» afferma Matteo Truffelli Presidente nazionale dell’ Azione Cattolica Italiana". Sostenere Telethon per noi significa vivere la fraternità che nasce dal nostro saperci figli di un unico Padre: significa stare accanto alle tante famiglie del nostro Paese che affrontano la disabilità e la malattia di persone care, spesso in solitudine. Significa sostenere  la ricerca scientifica impegnata sul fronte delle malattie rare. Per far crescere la fiducia, per accendere la speranza, per dare forza allo straordinario coraggio di tantissime persone. Quello che iniziamo insieme a Telethon è  un cammino, che siamo certi ci porterà lontano. Le realtà parrocchiali e diocesane di Azione cattolica sono pronte a mettersi a servizio, per amplificare e sostenere tutte le attività che verranno messe in campo. Il diritto alla salute, alla cura, è un diritto fondamentale di ogni persona riconosciuto dalla nostra Costituzione. Insieme a Telethon, desideriamo che questo diritto sia sempre meno un privilegio dei più fortunati».

«Al centro della nostra missione ci sono le persone. Persone che partono da una condizione di grande difficoltà e devono poter accedere a una migliore qualità e prospettiva di vita» afferma Francesca Pasinelli, direttore generale di Telethon. «Con il denaro raccolto possiamo finanziare progetti di ricerca scientifica di valore;  solo la migliore ricerca, selezionata con rigore, può produrre avanzamenti e soluzioni concrete per chi è in attesa di una cura. Quindi la persona malata è al centro della nostra missione ed è l'obiettivo dei nostri sforzi e la ricerca scientifica è lo strumento che ci permette di rispondere ai suoi bisogni. Pur riconoscendo il valore intrinseco degli studi scientifici nell’ accrescere la conoscenza, teniamo sempre presente che, per un finanziatore come Fondazione Telethon, la ricerca è strumentale alla messa a punto di soluzioni di cura. Dunque le scelte che compiamo nel selezionare e sviluppare queste ricerche derivano dalla prospettiva di un’ organizzazione che si è assunta l’ impegno di arrivare alla produzione di terapie fruibili per i pazienti. Ed è questa la promessa che facciamo ogni volta che ci rivolgiamo al pubblico per raccogliere fondi. Mettendo in primo piano i volti delle persone che vivono alle prese con la malattia non intendiamo commuovere ma porre l’ attenzione sul problema per cui ci stiamo impegnando. Alla comunità dei pazienti e ai donatori non promettiamo la soluzione, ma il massimo impegno e concretezza per realizzarla».

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