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Stati d'umore variabile, come il clima

A Cancun, in Messico, i Governi discutono di cambiamenti climatici, pressati dall'opinione pubblica che chiede di ridurre l'inquinamento. Ecco un originale diario del vertice.


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Cancun (Messico), dicembre 2010.

La sedicesima Conferenza tra le parti, intese come Stati, più nota agli addetti ai lavori con la sua sigla, Cop 16, indetta per trovare un'intesa tra i Governi nella lotta ai cambiamenti climatici e porre un rimedio al fallimento del precedente summit tenutosi un anno fa in Danimarca, a Copenaghen, si è aperta con la preoccupante sorpresa di non trovare nella bozza di documento finale le richieste dei Paesi in via di sviluppo.

     
     Dopo le rassicurazioni che essi avevano ricevuto, questo primo incidente di percorso ha steso un’ ombra di inquietudine sulla possibilità di uscire da Cancun con un accordo condiviso.  Solo parzialmente rientrata dall’ immediato ritiro del testo da tutte le cartelline distribuite ai delegati. Va senz’ altro riconosciuto alla sottosegretaria di stato per gli Affari esteri del Governo messicano, Patricia Espinosa Cantellano, che ricopre la carica di presidente della Conferenza,  la determinazione di condurre i negoziati con maggior trasparenza e partecipazione rispetto al suo predecessore danese.

     I GRANDI INQUINATORI E LE APERTURE DELLA CINA
    
     Le sue affermazioni ad inizio lavori che a Cancun non ci saranno negoziati segreti sono state unanimemente apprezzate dalle tante Organizzazioni non governative (Ong) e dalle numerose rappresentanze della società civile qui presenti. Se da un lato le previsioni non lasciavano certo presagire “bel tempo”, vista la cristallizzazione delle posizioni di Copenaghen da parte dei “grandi inquinatori” come Usa, Giappone, Cina e India, l’ avvio della seconda settimana dei lavori è stata caratterizzata da un’ improvvisa, inattesa quanto benvenuta apertura da parte del Governo cinese.

     La disponibilità di Pechino a ridurre le emissioni di gas serra a partire dal 2020, riaprono le speranze che alla chiusura della Conferenza prevista per sabato 11 dicembre si possa avere un accordo foriero di qualche misura concreta. Altri Paesi, infatti, a partire proprio da Usa, India e Giappone, dovranno ora misurarsi con questo inedito scenario che riapre i giochi e scombina gli equilibri. Una speranza alimentata anche dai buoni progressi compiuti sull’ articolo 6 dell’ accordo in discussione in queste ore in merito alle azioni da intraprendere per una corretta educazione ed informazione circa la gravità dei cambiamenti climatici in atto.

    Luci ed ombre, preoccupazioni e speranze, delusione e ottimismo. Sono questi i sentimenti che a Cancun animano le giornate delle Ong venute qui per insistere circa la necessità che i Governi del pianeta assumano precise responsabilità per rendere possibile un futuro a questo nostro mondo. E se il prezzo che si deve pagare per addivenire a qualcosa di concreto sono le trattative segrete o riservate in corso mentre scrivo, penso bisogna essere disposti anche a questa mediazione. Purché la presidente  Espinosa Cantellano ci confermi  che le volontà delle grandi potenze inquinatrici annunciate in questi giorni si traducano nei prossimi giorni di negoziato in atti concreti di riduzione dell’ inquinamento e di sostegno alle misure di adattamento che i Paesi poveri dovranno affrontare.

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Sergio Marelli, segretario generale della Focsiv, la Federazione italiana che coordina gli organismi cristiani di servizio internazionale volontario .
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