Udienza: "Nessuno perseguiti i cristiani".

Appello di Papa Francesco ai leader mondiali per porre fine alle violenze verso i cristiani. E ricorda il ruolo fondamentale della diplomazia vaticana che 30 anni fa impedì una guerra tra Argentina e Cile.

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Sicurezza, serenità, libertà religiosa per i cristiani nel mondo che oggi sono perseguitati. E’ l’ appello che Papa Francesco ha rivolto ai leader internazionali e locali di tutto il mondo al termine dell’ udienza generale. Bergoglio ha detto che “hanno diritto di trovare nei propri Paesi sicurezza e serenità, professando liberamente la nostra fede”. Poi ha invitato a dire un Padre Nostro “per tutti i cristiani perseguitati perché cristiani”. E così ha fatto. Papa Francesco ha pronunciato il suo “appello” prima dei saluti ai gruppi italiani: “ Con grande trepidazione seguo le drammatiche vicende dei cristiani che in varie parti del mondo sono perseguitati e uccisi a motivo del loro credo religioso. Sento il bisogno di esprimere la mia profonda vicinanza spirituale alle comunità cristiane duramente colpite da una assurda violenza che non accenna a fermarsi, mentre incoraggio i Pastori e i fedeli tutti ad essere forti e saldi nella speranza”.

Ormai da tempo Bergoglio insiste sul tema della libertà religiosa con interventi puntuali e appelli alla Comunità internazionali. Si tratta di interventi che affiancano l’ opera della diplomazia vaticana e la rafforzano rivolgendosi direttamente all’ opinione pubblica mondiale. Il Papa a proposito delle azioni della diplomazia vaticana ha ricordato all’ udienza generale, parlando in spagnolo ai pellegrini dell’ America latina lo storico accordo, raggiunto con la mediazione della Santa Sede sul canale di Beagle, che nel 1984 scongiurò la guerra tra Argentina e Cile. L’ Udienza generale è stata dedicata dal Papa alle “prerogative umane” che devono affiancare quelle spirituali in ogni sacerdote che intende alimentare  “fede, speranza, testimonianza e carità”. Bergoglio ha sottolineato nuovamente che “accoglienza, sobrietà, pazienza, mitezza, affidabilità, bontà di cuore sono la grammatica di base di ogni ministero e devono essere la grammatica di base di ogni vescovo, presbitero, diacono”.

Alberto Bobbio

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