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Anche l'Azione cattolica contro il decreto sicurezza

Il presidente Truffelli: «Una legge all’ insegna della linea dura che complica la gestione dell'immigrazione»


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Sa già che le dichiarazioni di giornata gli porteranno critiche, ma la responsabilità di cristiano e di presidente di una realtà importante come l’ Azione Cattolica lo spingono a parlare a voce alta, dice il presidente Matteo Truffelli. «Il Decreto Sicurezza», spiega, «è un controsenso: una legge all’ insegna della linea dura che, paradossalmente, complica la gestione di un fenomeno da cui ci si vorrebbe liberare. L’ esclusione sociale non è certo la via. Lascia poi perplessi che si proceda per ragioni ideologiche e strumentali sulla pelle di persone e famiglie che non hanno alcuna colpa se non quella di essere nati in situazioni svantaggiate rispetto alla nostra».

Cosa vi ha spinto a far sentire la vostra voce sul tema?
«La convinzione che accanto al lavoro concreto sul territorio sia necessario aiutare i cittadini a formare un pensiero consapevole e critico. È una nostra responsabilità: dobbiamo aiutarci, tutti insieme, ad andare al di là delle semplificazioni, dei luoghi comuni, delle ideologizzazioni».

Salvini dice che il popolo delle parrocchie sta con lui. È d’ accordo?
«La mia impressione è che anche fra i cattolici ci sia disorientamento sul tema e, proprio per questo, è importante offrire una chiave di lettura critica. Credo però che i cristiani abbiamo comunque un’ importante consapevolezza, ovvero che prima di ogni considerazione si debba guardare in faccia la vita delle persone. Quando c’ è un incontro concreto i migranti non sono più numero ma compagni di banco del figlio, persone che incontriamo per strada. Questo a prescindere dalle diverse posizioni politiche».

Non passa giorno però senza che si registrino reazioni di paura e rabbia. Come si affronta la questione migratoria?
«Cambiando approccio. Il tema è emblematico e porta allo scoperto non solo un’ urgenza umanitaria ma anche una questione di consapevolezza democratica».

Vada avanti..
«Da come affronteremo la questione migratoria dipenderà quello che saremo in futuro. C’ è in ballo il nostro futuro, appunto. L’ emigrazione è la questione che la storia ci pone davanti oggi: da come reagiremo capiremo se diventeremo un gruppetto chiuso nelle proprie barriere e fortezze in attesa di essere travolti o se sapremo pensare il futuro in maniera progettuale e aperta».

Azione Cattolica come vive le prese di pozioni di Matteo Salvini sulla fede?
«È un grande dispiacere veder strumentalizzata la fede per questioni di bassa bottega elettorale. La fede è una cosa troppo decisiva per la vita delle persone per farne una bandiera da innalzare per guadagnare percentuali di voto. Così non si fa un servizio né al Paese ne alla fede cristiana».

(foto Ansa)

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