Immagine pezzo principale

Tre film da non perdere al rientro dalle vacanze

Abbiamo visto e vi proponiamo tre pellicole: un kolossal avventuroso con protagonisti i super cattivi, nei cinema dal 13 agosto; un classico intramontabile dei cartoon, in sala dal 22 agosto; e, per chi ama le storie impegnate, un film che parla della necessità di recuperare un senso morale, partendo da noi stessi e dai nostri figli, che spesso soffochiamo e sottostimiamo. Dal 30 agosto.


Pubblicità

L’ estate sta finendo, ripeteva trent’ anni fa il tormentone musicale dei Righeira. Per alleviare la malinconia del rientro in città dopo le vacanze, consigliamo una bella film-terapia. A partire da Ferragosto, infatti, le sale cinematografiche riaprono per le anteprime e per assaggiare i titoli della nuova stagione. Comode poltrone, aria condizionata, gelato o popcorn. Ecco tre film per sognare un paio d’ ore, accontentando tutti i gusti.

Per chi ama il fantasy dei Comics: “Suicide Squad”

Il segreto dei successi Marvel e DC Comics, non solo nel campo dei fumetti ma anche in quello del loro sfruttamento cinematografico, sta nell’ aver saputo portare a galla l’ animo tormentato dei supereroi, il loro lato oscuro. Che si tratti di Batman o dell’ Uomo Ragno, di Captain America o di Iron Man, di Wolverine o degli X-Men, la ricetta funziona sempre. Allora, perché non rendere protagonisti di una storia i super cattivi che, da lustri, danno filo da torcere ai custodi del Bene? Naturalmente, a pensarci per primi, cinquant’ anni fa, sono stati disegnatori del calibro di Ross Andru, Robert Kanigher e John Ostrander. Al grande schermo provvede ora David Ayer, sceneggiatore e regista di Suicide Squad, kolossal avventuroso dal 13 agosto nelle migliori sale italiane.

La prima metà del film, fantasmagorica e ricca di colpi di scena, è spesa per farci fare la conoscenza dei più pericolosi malvagi che il genere umano abbia mai conosciuto. Su tutti c’ è il glaciale Deadshot, assassino su commissione e cecchino infallibile capace di usare al meglio qualsiasi tipo di arma. Poi ci sono l’ australiano Capitan Boomerang; il signore del fuoco latinoamericano El Diablo; il sibilante cannibale Killer Croc, che si muove come un rettile; la fascinosa quanto letale Harley Quinn. Ma cosa succede se un’ agente governativo spietato, come Amanda Waller, decide di mettere assieme tutti questi super cattivi per costringerli a usare i loro poteri in favore del Bene? Lei e il militare Rick Flag riescono nell’ ardua impresa e nasce così la Suicide Squad, squadra di super svitati che si lanciano contro un disumano nemico, l’ Incantatrice, per non essere a loro volta eliminati. Insomma, salvare il mondo in cambio della grazia. Ma saranno pronti a rischiare fino in fondo oppure finiranno per dividersi tentando ognuno la sorte?

La seconda parte della pellicola sale di ritmo e di tono, in un combattimento caciarone che rubacchia qua e là idee a film già visti (su tutti “Ghostbusters”). Ma l’ insieme resta accattivante grazie soprattutto alle felici interpretazioni di Will Smith (una novità nei panni di malvagio), Viola Davis, Jai Courtney, Joel Kinnaman, Karen Fukuhara, Jay Hernandez. La vera sorpresa è Margot Robbie, super simpatica nel costume della psicotica Harley Quinn. Per non parlare del mattatore, un Joker sempre più ambiguo, incarnato dal premio oscar Jared Leto.


Per chi ama i cartoon: “L’ era glaciale: in rotta di collisione”

A 14 anni dall’ esordio sul grande schermo del mammuth Manny, della tigre coi denti a sciabola Diego, del bradipo Sid e dello sfigato scoiattolo Scrat (sempre a caccia della sua mitica ghianda), sembra impossibile che gli animatori dei Blue Sky Studios e gli sceneggiatori della Fox abbiamo saputo trovare un nuovo spunto per portare avanti le disavventure preistoriche di questo bizzarro gruppo di animali.

Eppure L’ era glaciale – In rotta di collisone, quinto capitolo della fortunata serie (in sala dal 22 agosto) è spassoso e non meno travolgente dei precedenti. Facile prevedere anche stavolta incassi milionari. A dare la stura alla solita catena di disastri è, manco a dirlo, Scrat nella sua perenne ansia di mettere al sicuro la preziosa ghianda. In un ghiacciaio millenario trova infatti una buffa cosa: un’ astronave aliena rimasta intrappolata da chissà quando. Messosi ai comandi, Scrat provocherà incidenti cosmici finché, facendo scontrare due corpi celesti, darà origine a un meteorite che minaccerà la Terra e i suoi abitanti.

Ciascuno dei nostri eroi, pur di salvare il mondo, si vedrà costretto ad abbandonare la sua occupazione preferita: Manny, alle prese col nuovo fidanzato di sua figlia Pesca; Diego che, dopo il matrimonio con Shira, sogna di avere un erede tigrotto; Sid, alla ricerca di una nuova fidanzata… Stop! Prima di tutto, salvare la Terra. Poi si vedrà. E Scrat, che suo malgrado ha messo in moto l’ imminente disastro? Lui avrà il solito bel daffare per custodire l’ agognata ghianda, subendo l’ usuale serie di fantasmagoriche punizioni. Alcuni dei nuovi sketches sono esilaranti in maniera davvero irresistibile. Alla fortuna del film, come sempre, contribuisco le belle voci di Claudio Bisio (Sid), Pino Insegno (Diego) e Filippo Timi (Manny).


Per chi ama il cinema dei valori: “Un padre, una figlia”

In una città della Transilvania Romeo, cinquantenne chirurgo responsabile dell’ ospedale, conduce una vita agiata. Certo, se si paragonano le sue condizioni a quelle dei tanti che faticano a sbarcare il lunario nella Romania in crisi del dopo Ceausescu. E pensare che, anni prima, era stato lui a voler rientrare dall’ estero con la famiglia certo di essere tra i protagonisti della rinascita del Paese. Ora invece arranca tra abitudini e rituali di provincia, mentre il rapporto con la moglie pare irrimediabilmente appassito. Ovvio che curi come una chioccia l’ unica figlia, Eliza, sulla quale ripone tutte le aspettative. Da tempo, brigando, ha ottenuto che la ragazza possa iscriversi nella prestigiosa università inglese di Cambridge: un destino di vita lontano, un futuro migliore. Basta che la fanciulla, bravissima, superi l’ esame di maturità col massimo dei voti. Purtroppo, alla vigilia, la ragazza viene aggredita da un bruto.

Mentre la polizia indaga lei, stordita, rischia di non farcela. Allora il padre, dimentico dei suoi princìpi integerrimi, cerca aiuto. Parla con il sindaco, chiede al capo della polizia. Scuote, insomma, una rete vischiosa di conoscenze, amicizie, favori reciproci. Mettendo in moto un perverso meccanismo quotidiano che finirà per risucchiarlo, distruggendo il suo castello di valori. La prima rottura sarà con la moglie, mestamente tradita da tempo ma ancora memore delle loro aspettative. Poi con l’ amante. Infine, con la stessa Eliza, per nulla convinta di espatriare e comunque costretta dalla violenza ad aprire gli occhi sulla realtà. Il sasso rotola, diventa slavina. Non è certo dalla generazione dei Romeo che nascerà la nuova Romania.

"Un padre, una figlia", di Christian Mungiu (nei cinema dal 30 agosto, premiato a Cannes per la regìa) è un film ben calibrato, asciutto, potente. Capace di trasformare un microcosmo quotidiano in parabola su un Paese. Mungiu, che nove anni fa aveva vinto a sorpresa la Palma d’ oro con 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni (sconvolgente storia di aborto clandestino sotto il regime di Ceausescu) è alfiere di una sorta di “neorealismo rumeno”. Un cinema che parla della necessità, oggi, di recuperare un senso morale. Partendo da noi stessi e magari dai nostri figli, quei ragazzi che troppo spesso soffochiamo e sottostimiamo.


Loading

Pubblicità