Terremoto in Nepal: la Chiesa si mobilita

Domenica 17 maggio la Cei ha indetto una colletta straordinaria per la popolazione nepalese colpita dal sisma. E Famiglia Cristiana lancia un appello a voi lettori per sostenere Caritas. L’ urgenza è rispondere ai bisogni più immediati: acqua, cibo, ripari per le famiglie senza tetto, interventi sanitari nelle aree dove l’ impatto del terremoto è stato peggiore. Ora, ma anche per l’ aiuto a medio e lungo termine, quando il primo soccorso sarà terminato. In fondo all’ articolo tutti i modi per fare una donazione.

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Mentre ancora si piangono le vittime (più di 8 mila, e mentre scriviamo il bilancio non è definitivo), si deve pensare ai sopravvissuti, in questo povero Nepal azzerato dal terremoto: quasi 18 mila feriti, 1 milione e mezzo di persone costrette ad abbandonare le proprie case, distrutte (191 mila) o gravemente danneggiate (175.000).

Le organizzazioni umanitarie, ora, sono preoccupate dai giganteschi numeri delle persone in stato di necessità: oltre 3 milioni, di cui la metà in acuto bisogno di assistenza alimentare di sopravvivenza. Altro dramma, i bambini: sono 85.000 quelli sotto i 5 anni in stato di malnutrizione severa, e il loro numero rischia presto di aumentare in modo esponenziale se gli aiuti non saranno sufficienti. Soprattutto adesso che sta passando il primo momento dell’ emotività e dell’ attenzione dei media, occorre che lo sforzo di solidarietà continui.

Solidarietà concreta, nella preghiera e nell'aiuto

Perciò la Chiesa vuol essere in prima fila, con due grandi iniziative.

La prima è dei vescovi italiani:
la Cei ha indetto una colletta straordinaria nazionale, da tenersi in tutte le chiese domenica 17 maggio, come segno della concreta solidarietà di tutti i credenti. Le risorse raccolte andranno ad aggiungersi ai tre milioni di euro già stanziati dalla stessa Cei dai fondi dell’ 8 per mille.

«Mentre continua purtroppo a salire il numero dei morti», dice
monsignor Luigi Bressan, presidente di Caritas Italiana, «vogliamo come Chiesa italiana far sentire la nostra vicinanza alla popolazione del Nepal, nella preghiera e nella solidarietà concreta. Come in ogni emergenza è altrettanto importante una pianificazione e organizzazione degli aiuti per rispondere in modo mirato alle esigenze delle famiglie colpite. Sono certo che anche questa volta ci sarà una risposta generosa del popolo italiano».

L’ urgenza è rispondere ai bisogni più immediati

L’ altra iniziativa, cari lettori, ci riguarda direttamente: Famiglia Cristiana ha lanciato un appello insieme a Caritas Italiana, e per questo chiede il vostro aiuto.

L’ urgenza è rispondere ai bisogni più immediati: acqua, cibo, ripari per le famiglie senza tetto, interventi sanitari nelle aree dove l’ impatto del terremoto è stato peggiore. Ora, ma anche per gli interventi a medio e lungo termine, quando il primo soccorso sarà terminato e sarà il momento di ricostruire un Paese che oggi è in ginocchio.

Testimone della situazione nel Paese asiatico è Giuseppe Pedron, operatore di Caritas Italiana: «Alcune strade sono bloccate dalle frane e, mentre il Governo si prodiga per ripulire le vie di accesso, continui temporali o tempeste di neve, alle quote più elevate, complicano ulteriormente il fluire degli aiuti. Nonostante tutto Caritas ha già raggiunto oltre 30 mila persone con kit igienici, beni di uso quotidiano e materiali di riparo temporanei».

Pedron descrive la situazione dopo la nuova scossa di terremoto dei giorni scorsi: «Proprio in queste ore», racconta, «grazie ai logisti di Caritas Nepal e di altre Caritas del network, nuovi carichi di materiale hanno attraversato una delle difficili frontiere indiane. Ai confini, infatti, molti dei convogli restano bloccati anche per giorni per le verifiche del governo indiano, da un lato, sul pagamento delle tasse nazionali e del governo nepalese, dall’ altro, sulla tipologia dei materiali e delle procedure amministrative. All’ aeroporto la situazione è praticamente la stessa e i voli umanitari sono rallentati dal poco spazio gestionale ma anche dalle complicazioni burocratiche». 

Per aderire alla nostra campagna in favore di Caritas

si possono inviare le offerte a Caritas Italiana, via Aurelia 796, 00165 Roma. Lo si può fare in diversi modi:

  1. Tramite c/c postale n. 347013, specificando nella causale: “Asia/Terremoto Nepal”
  2. On line, andando al sito www.caritas.it
  3. Con bonifico bancario presso: 
  • UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119; 
  • Banca Prossima, piazza della Libertà 13, Roma – Iban: IT 06 A 03359 01600 100000012474; 
  • Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013; 
  • Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113

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