Slow Food: "Giovani contadini, venite a Milano"

Dal 3 al 6 ottobre l'associazione fondata da Carlo Petrini lancia l'evento Terra Madre Giovani, che riunirà agricoltori, pastori, pescatori, allevatori sotto i quarant'anni provenienti da tutto il mondo.

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Migliaia di giovani contadini, allevatori, pastori, pescatori, cuochi, indigeni, nomadi. Tutti sotto i quarant'anni. Arriveranno da ogni parte del mondo per ritrovarsi insieme a Milano, in risposta all'appello lanciato da Slow Food Youth Network, la rete internazionale dei giovani di Slow Food. Si chiama Terra Madre Giovani ed è la nuova grande sfida che l'associazione fondata da Carlo Petrini si propone in occasione di Expo 2015: dal 3 al 6 ottobre, a Milano i veri grandi protagonisti saranno i giovanissimi produttori, gli artigiani del cibo, «gli umili che», sottolinea Petrini, «garantiscono il pane di domani», portano avanti la crescita, proteggono la biodiversità, i suoli, l'acqua, garantiscono la sopravvivenza dei semi e delle piante. E allo stesso tempo si fanno portatori di innovazione, di nuovi modi per nutrire il pianeta in modo equo e sostenibile, senza impoverire la terra e sprecarne le risorse. 

Presentato a Milano, a Palazzo Marino, alla presenza del sindaco Giuliano Pisapia, Terra Madre Giovani sarà un evento ricco di festa e dibattiti sui temi cari a Slow Food, un'occasione unica di confronto tra le varie esperienze di agricoltori e allevatori di diversi continenti, un momento di riflessione e di progettualità. «Noi ancora non diamo abbastanza valore a chi ogni giorno produce cibo», osserva Francesco Scaglia dello Slow Food Youth Network. «Ma proprio loro, i giovani contadini, devono avere voce. A partire da oggi lanciamo un appello tradotto in sessanta lingue ai ragazzi in tutto il mondo a venire qui ad ottobre. Ci stiamo già attivando attraverso le nostre reti nei vari Paesi. Il nostro sarà un evento politico, perché ci proponiamo di cambiare le politiche del cibo e dell'alimentazione». 

Il capitale più grande che questi giovani potranno acquisire a Milano, riflette Petrini, non sarà fatto di beni materiali: sarà l'autostima. «E non pensiamo di veder arrivare qui dei giovani che non sanno usare le moderne tecnologie», aggiunge, «i contadini africani di oggi usano i cellulari che si ricaricano con l'energia solare, comunicano tra di loro attraverso le radio».

Certo, la maggior parte di questi piccoli produttori e artigiani arriveranno da Paesi poveri: insostenibile per loro un viaggio e un soggiorno in Italia. Allora, l'appello di Petrini e di Slow Food è che Milano sia pronta a raccogliere l'invito di Terra Madre Giovani e si attivi per mettere in campo una grande operazione di accoglienza, che apra le sue porte, secondo la tradizione di solidarietà che caratterizza la città lombarda. Così, per contribuire all'iniziativa, a breve sarà disponibile una piattaforma sul sito www.slowfood.it. Oltre che per Terra Madre Giovani, spiega Joris Lohman rappresentante dello Slow Food Youth Network, «i fondi saranno usati per sostenere il progetto Diecimila Orti in Africa, che sta cambiando le sorti di molte comunità nel continente africano». 

All'Expo, che comincia il primo maggio e si concluderà il 31 ottobre, Slow Food sarà presente con un proprio spazio: una struttura in legno sostenibile progettata dallo studio Herzog & de Meuron di Basilea. Il tema di fondo sarà la biodiversità, protagonista di un percorso interattivo educativo per adulti e bambini e delle degustazioni di Slow Cheese e Slow Wine, nelle quali si potranno assaggiare, in totale, 84 diversi formaggi a latte crudo e oltre 200 etichette di vini, che rappresentano la grande varietà dei prodotti italiani. Nello Slow Food Theater, inoltre, si potrà assistere a conferenze, dibattiti, proiezioni di film, spettacoli musicali e teatrali.

«Pier Paolo Pasolini diceva che il giorno in cui questo Paese non avrà più contadini non avrà più storia», ricorda Carlo Petrini, «l'agricoltura è la base della civiltà. E le migliaia di produzioni locali tutte insieme sono la più grande multinazionale del mondo. Il mio augurio è che questi sei mesi di Expo rappresentino un momento di buona immagine per il nostro Paese». 

(foto: Archivio Slow Food)

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