Padova, la catechesi va a teatro

L'ufficio per le comunicazioni sociali e quello per la catechesi hanno commissionato uno spettacolo per ragazzi sulla storia di Giuseppe, figlio di Giacobbe.

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Utilizzare il teatro come strumento di catechesi? È l’ idea che ha spinto due uffici della diocesi di Padova, quello per le comunicazioni sociali e quello per la catechesi, a commissionare uno spettacolo per ragazzi sulla storia di Giuseppe, figlio di Giacobbe. La sfida è stata raccolta dalla compagnia teatrale veneta Il libro con gli stivali che ha dato vita ad una performance di 60 minuti dal titolo Mio fratello è un re, che ha visto l’ autore Gaetano Ruocco Guadagno impegnato in sei mesi di lavoro di scrittura e confronto costante con i committenti.

«Abbiamo pensato che il teatro -  spiega don Giorgio Bezze, direttore dell’ ufficio per la catechesi della diocesi di Padova -  attraverso la gestualità, il linguaggio simbolico, la reviviscenza delle emozioni potesse essere uno strumento efficace di catechesi per i più piccoli ma anche per i loro accompagnatori che, a dire la verità, hanno molto gradito la proposta. Raccontare una storia tratta dalla Bibbia stimola alla lettura del testo originale e provoca a scoprire e trasferire nel nostro quotidiano i messaggi che porta con sé».

La prima dello spettacolo si è tenuta domenica 9 dicembre nel teatro Esperia di Padova, ma lo spettacolo è destinato a girare a breve in tutta la diocesi come proposta inserita nel cammino ordinario di catechesi. Grazie ad alcune schede che preparano la visione e aiutano a concretizzare il messaggio a spettacolo concluso è possibile attivare degli itinerari per ragazzi e famiglie. Sul palco gli attori Gaetano Ruocco Guadagno e Susi Danesin, la scenografia è di Alberto Nonnato.

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