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Strega, presenti e assenti

Autori giovani e già affermati, esordienti, un sacerdote (ed è la prima volta), ma anche strane esclusioni e mancate candidature... Tutto sul premio letterario più ambito.


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   Lettori e lettrici, lo strega riparte. Siete pronti? Anzitutto la notizia: sono usciti i nomi dei 12 autori che si contenderanno il premio letterario italiano più ambito e chiacchierato. Eccoli: Bruno Arpaia con L'energia del vuoto (Guanda), Gino Battaglia con Malabar (Guida), Alessandro Bertante con Nina dei lupi (Marsilio), Mario Desiati con Ternitti (Mondadori), Viola di Grado con Settanta acrilico trenta lana (e/o), Fabio Geda con Nel mare ci sono i coccodrilli (Dalai), Lorenzo Greco con Il confessore di Cavour (Manni), Edoardo Nesi con Storia della mia gente (Bompiani), Giorgio Nisini con La città di Adamo (Fazi), Gilberto Severini con A che cosa servono gli amori infelici (Playground), Mariapia Veladiano con La vita accanto (Einaudi).

   Ee ecco qualche considerazione. Fra i libri candidati, sorprende l'esclusione di Mia madre è un fiume di Donatella di Pietrantonio (Elliott): a nostro giudizio, il libro meritava di superare questa prima selezione. Ma ancora più sorprendente è la mancata candidatura di alcuni testi. Se per Le giostre sono per gli scemi dell'esordiente Barbara Di Gregorio (Rizzoli) si può immaginare un gioco di squadra fra case editrici amiche, in questo caso a favore del libro Bompiani di Nesi, dispiace non vedere in lizza Alessandro Mari, dato il valore del suo romanzo, Troppo umana speranza (Feltrinelli), un potente e accurato affresco dell'Italia pre-risorgimentale, peraltro prima prova del giovane autore lombardo.

    Fra i candidati, c'è, per la prima volta, un sacerdote, Gino Battaglia, che mette in scena un confronto duro e sconvolgente fra Matteo Ricci e un giovane missionario. Ci ripromettiamo di parlare del suo Malabar quanto prima. Battaglia lavora nella Comunità di Sant'Egidio da trent'anni, insegna Storia dell'Asia ed è impegnato nel dialogo interreligioso ed ecumenico. I nomi forti sono quelli di Nesi, Arpaia e Desiati, sostenuti dai gruppi editoriali più influenti. Fa piacere trovare nella lista dei 12 il romanzo di Nisini e i promettenti esordi di Mariapia Veladiano e Viola di Grado. Non possiamo che applaudire all'inclusione della storia di Geda, non solo per le sue valenze morali e sociali.
  
   Una parola finale di elogio per Umberto Eco e Alberto Arbasino: è probabile che le relative case editrici di appartenenza abbia spinto per una partecipazione dei due maestri, con Il cimitero di Praga (Bompiani) e America amore (Adelphi), ma i diretti interessati hanno fatto sapere di non essere interessati a partecipare a una gara nella quale si sarebbero sentiti quasi dei padri, vista l'età, rispetto a moltii concorrenti. Che eleganza... La classe non s'inventa. Certo, l'impressione generale è che manchi un nome o un libro "forti", in grado di imporsi limpidamente sugli altri: per questo le assenze (per rinuncia o per scelta) fanno discutere quanto le presenze...


La cinquina è attesa per il 15 giugno, la proclamazione del vincitore per il 7 luglio.

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Il ninfeo di Villa Giulia, a Roma, teatro della fase finale del Premio Strega, che verrà assegnato il 7 luglio.
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