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Miracolo, la cultura in tivù

La nascita di Sky Arte, insieme all'offerta di Rai5 e a trasmissioni sparpagliate sulle altre reti pubbliche, mette a disposizione degli utenti un vero palinsesto culturale.


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Toh, chi si vede in tivù: la cultura. Siamo ormai abituati a sentir dire che la televisione italiana trascura la cultura, le dedica poco spazio, la relega in orari "impossibili" e così via. Di sicuro, c'è molto di vero in queste affermazioni. Da un po' di tempo a questa parte, però, è un po' meno vero.

Dal primo novembre, intanto è nato Sky Arte, un canale interamente dedicato a tutte le espressioni e i linguaggi culturali. Un canale a pagamento, certamente, ma pur sempre una presenza significativa, una possibilità concreta in più per lo spettotore esigente. Immaginiamo l'obiezione: a occuparsi di cultura dev'essere la televisione pubblica, non quella privata e a pagamento. Vero. Ma siamo certi che le reti Rai siano così povere di una programmazione di questo tipo? Da qualche tempo, precisamente dall'avvento del digitale, qualcosa è cambiato. Intanto, esiste un canale, Rai5, che alla cultura è interamente deputato (assistere gratis alla prima della Scala non è cosa da poco). Rai Storia, poi, approfondisce con continuità il racconto del passato. Trasmissioni di natura culturale sono poi rintracciabili, un po' sparpagliate, sugli altri canali pubblici, in particolare Rai3. Citiamo ad esempio Scatole cinesi, viaggio nell'universo culturale della potenza cinese affidato a cinesi emigrati in Italia. Oppure le grandi lezioni tematiche affidate a personaggi autorevoli, come quella di Pietro Grasso sulla mafia. E difficilmente, al di là della simpatia o antipatia per la trasmissione, si può negare che si faccia cultura a Che tempo che fa di Fabio Fazio: i toni leggeri non devono far dimenticare la passerella di scrittori e musicisti o le lezioni sull'arte di Flavio Caroli...

Tutto bene, dunque? Non proprio. A volte, gli orari restano scoraggianti. Servirebbe, inoltre, una campagna di sensibilizzazione e promozione delle reti tematiche e della loro programmazione. Resta la sensazione, infine, della frammentazione e dispersione dell'offerta culturale televisiva. Non avrebbe più efficacia concentrare tutte le trasmissioni dello stesso genere in un unico canale?

Merita di essere conosciuta e seguita Sky Arte (canali 130 e 400). Un canale che si prefigge di dare voce a tutte le espressioni della cultura, di celebrare l'eccellenza del nostro patrimonio culturale, di portarci alla scoperta di musei e personaggi. Per avere un'idea esatta della proposta di Sky, basta dare un'occhiata alla programmazione: il lunedì Ritratt traccia le biografie delle più importanti personalità del mondo dell'arte; il martedì Art offre intrattenimento e talent show ambientati sempre nel mondo dell'arte: il mercoledì interviste, documentari e concerti live per Musica; il giovedì, ancora Arte con documentari sulle opere più famose; il venerdì Film e sulle storie più coinvolgenti del settore; il sabato la grande musica con Classic; la domenica, infine, festival e fiere di fotografia, design, arte, architettura...

Non mancheranno produzioni originali, come Michelangelo - Il cuore e la pietra che ha inaugurato le trasmissioni dell'emittente, o L'arte spiegata ai bambini o Atto unico, in cui attori italiani reciteranno davanti alla telecamere il monologo che avrebbero sempre voluto mettere in scena.

Insomma, sembra un miracolo, ma la cultura non è più la grande assente dalla televisione. Bisogna cercarla, ma, in qualche angolo dello schermo, c'è. Sarà interessante capire, dati auditel alla mano, la risposta del pubblico.

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