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Le parole "green": il Sinodo dei giovani dalla A alla Z

Una "bussola", utile per genitori, insegnanti e animatori, che aiuta ad orientarsi nell’ universo giovanile protagonista dell'assemblea di vescovi ed esperti aperta oggi


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ATEISMO - Non è più ideologico ma esistenziale. Nel rapporto Dio a modo mio dell’ Istituto Toniolo, i giovani che si proclamano credenti nella religione cattolica sono il 55,9%, mentre si dichiara ateo il 15,2% e agnostico il 7,8%. Il 10% afferma di credere in un’ entità superiore, ma senza fare riferimento a una divinità specifica. Solo il 15,4% dei giovani dice di partecipare a un rito religioso ogni settimana. Anche tra coloro che si dichiarano cattolici soltanto il 24,1% è un praticante settimanale.

DISCERNIMENTO - Indica il metodo di lavoro del Sinodo, come ha spiegato il segretario speciale, il gesuita Giacomo Costa: «Riemerge con forza la necessità che il Sinodo si trasformi in una occasione di crescita della Chiesa nella capacità di discernere, in modo da rendere davvero generativo, anche oggi, quel patrimonio spirituale che la storia della Chiesa ci consegna, perché ancora una volta possiamo “lavorarlo” in modo che porti frutto. Optare per il discernimento, anziché per soluzioni preconfezionate, implica assumere un rischio».

ETÀ -  Ma quando si è giovani? Secondo l’ Unione europea tra i 15 e 34 anni, per il Sinodo tra i 16 e 29 anni.

FEDE - Evocata nel titolo del Sinodo, è uno dei nodi cruciali. Chi deve trasmetterla alle nuove generazioni? E con quali modalità?

GMG - Nate dall’ intuizione di Giovanni Paolo II, si celebrano da oltre 30 anni. Secondo il sociologo don Armando Matteo il “modello Gmg” va rivisto e la carica profetica di questi eventi, per essere efficace, deve irradiarsi nella vita ordinaria delle parrocchie.

INFLUENCER - Individui con ampio seguito sui social network in grado di influenzare i comportamenti di acquisto dei consumatori. 

INSTRUMENTUM LABORIS - È il documento base. Strutturato in tre parti (riconoscere, interpretare, scegliere), cerca di offrire le giuste chiavi di lettura della realtà giovanile, basandosi su diverse fonti, tra cui un questionario on line che ha raccolto le risposte di oltre centomila ragazzi.

LAVORO - La disoccupazione giovanile in Italia (dati Istat) è al 30,8%.

MATRIMONIO -  L’ ultimo report Istat dice che dal 1991 le persone sposate sono scese di tre milioni e 843 mila unità a vantaggio dei “single”, che sono cresciuti di tre milioni e 90 mila. Sempre dal 1991 a oggi, gli sposati nella fascia d’ età tra i 25 e i 34 anni, quella che fino a ieri costituiva quasi la regola per l’ anello al dito, sono crollati dal 51,5 al 19,1% per gli uomini, dal 69,5 al 34,3% per le donne.

MILLENNIALS - Sono quelli nati tra il 1984 e il 1996. Si tratta di giovani tra i 22 e i 34 anni alle prese con due cambiamenti epocali: la rivoluzione digitale e la scarsità di lavoro (e di reddito).

NEET - (Not in education, employment or training) I giovani tra 18 e 24 anni che non studiano e non lavorano. Nel 2017 in Italia erano il 25,7% (dati Eurostat), molto al di sopra della media europea (14,3%).

PASTORALE - In Evangelii gaudium papa Francesco delinea così la questione: «La pastorale giovanile, così come eravamo abituati a svilupparla, ha sofferto l’ urto dei cambiamenti sociali. I giovani, nelle strutture abituali, spesso non trovano risposte alle loro inquietudini, necessità, problematiche e ferite».

SINODO - Dal greco syn-hodos, “camminare insieme”. È l’ incontro dei vescovi tra loro e con il Papa che lo convoca su particolari temi della vita della Chiesa.

Z (GENERAZIONE) - Nati tra il 1997 e il 2010, sono nativi tecnologici, hanno gli youtuber come maestri. Instagram è il loro social preferito per comunicare: rapido, breve, ricco di fotografie.

Qui sopra e in copertina: foto Reuters. In alto e in basso: foto Ansa.

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