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Sindone: i giovani potranno vederla prima di andare dal Papa

Il pomeriggio e la sera di san Lorenzo, le ragazze e i ragazzi delle 17 diocesi del Piemonte e della valle d'Aosta diretti a Roma per incontrare Francesco, verranno accolti nella Cattedrale di Torino, dove potranno pregare davanti al lenzuolo che secondo la tradizione ha avvolto Gesù deposto dalla croce.


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Nella prossima estate, per qualche ora, la Sindone (il sudario, conservato a Torino, che, secondo la tradizione, avvolse il corpo di Gesù dopo la deposizione dalla croce) si svelerà agli occhi di migliaia di ragazzi. Questo particolarissimo momento di preghiera si svolgerà il 10 agosto 2018 e sarà l'evento culminante delle iniziative che le Diocesi di Piemonte e Valle d'Aosta stanno organizzando in preparazione al Sinodo Mondiale dei Giovani, in programma per l'autunno 2018. A comunicare la notizia è stato l'arcivescovo di Torino e custode pontificio della Sindone, monsignor Cesare Nosiglia, durante una conferenza stampa. «Non sarà un'ostensione» ha precisato il prelato «ma un segno di speranza che vogliamo offrire ai giovani, per aiutarli a diventare, a loro volta, segni di speranza».

Dunque, nel giorno di san Lorenzo, dopo un intenso cammino di preparazione, i ragazzi delle 17 Diocesi piemontesi e valdostane si riuniranno nella Cattedrale di Torino: lì avranno un'occasione unica per sostare e pregare davanti al Telo, inesauribile fonte di interrogativi e riflessioni. Subito dopo partiranno alla volta di Roma, dove, l'11 e il 12 agosto, insieme a coetanei provenienti da ogni parte d'Italia, incontreranno papa Francesco per una “mini-Gmg” su scala nazionale, con veglia di preghiera e Messa conclusiva. 

E' rarissimo che la Sindone venga mostrata ai fedeli al di fuori delle grandi ostensioni (l'ultima delle quali si è svolta nella primavera del 2015). Abitualmente viene conservata in una teca, al riparo da luce, aria e altri agenti chimici che a lungo andare rischierebbero di danneggiarla. Ben poche persona, finora, hanno potuto beneficiare di una visita privata al Telo. E' accaduto, ad esempio, nel 2003 con la famiglia Savoia (in virtù di un particolarissimo legame storico). E' accaduto, in circostanze del tutto eccezionali, con alcuni rappresentanti ecclesiali. «Ma questa volta» fa notare monsignor Nosiglia «saranno coinvolti migliaia di giovani. E, proprio pensando a loro, la Santa Sede ha accolto con entusiasmo la nostra proposta, accordando l'autorizzazione a questo evento straordinario». I dettagli tecnici sono ancora da studiare e dipenderanno anche da quanti giovani aderiranno alla proposta (sarà necessario, infatti, iscriversi con anticipo, al “pacchetto” che comprenderà sia la venerazione della Sindone, sia il pellegrinaggio a Roma). 

Il motto dell'iniziativa è “L'amore lascia il segno”, in palese continuità con quello dell'ostensione 2015. “L'amore più grande”. «La Sindone» ha ricordato l'Arcivescovo di Torino «ci mostra realisticamente l’ impronta di Gesù Cristo crocifisso e risorto. I giovani sono chiamati a seguire tale impronta per tracciare un nuovo cammino della Chiesa e l’ annuncio a tutti del Vangelo». La proposta è rivolta principalmente ad adolescenti e giovani tra i 16 e i 30 anni delle Diocesi piemontesi o valdostane, ma è estesa anche a chi volesse partecipare da altri territori. Inoltre ci saranno alcune delegazioni estere, da Francia, Spagna e Polonia. «Questo particolare cammino» ha spiegato don Luca Ramello, responsabile regionale della pastorale giovanile «ci offre la possibilità di compiere e rileggere tutta l’ esperienza della preparazione al Sinodo 2018 in relazione alla Sindone. Nel Documento preparatorio del Sinodo si indica, infatti, quale figura di riferimento per tutti i giovani, il percorso di fede del “Discepolo amato” da Gesù, narrato nel Quarto Vangelo, che tradizionalmente si identifica con il giovane Giovanni apostolo ed evangelista. La sua vicenda è strettamente intrecciata con quanto la Sindone di Torino offre alla contemplazione di ogni pellegrino, ovvero il mistero dell’ ”Amore più grande”, della passione, morte, sepoltura e della resurrezione di Gesù». «L’ iniziativa di questo pellegrinaggio» ha aggiunto don Roberto Gottardo, presidente della Commissione Diocesana per la Sindone «si inserisce dunque in una storia della devozione nella continuità della preghiera intorno e davanti al Telo, anche al di fuori delle grandi ostensioni». In effetti, anche quando i riflettori del mondo sono puntati altrove, il Sudario non smette di richiamare l'attenzione di molti: pellegrini, turisti o semplici curiosi. Anche per questo, il Centro Internazionale di Sindonologia ha studiato appositi itinerari, per collegare la storia del Telo a quella del territorio che oggi lo accoglie.

Per maggiori informazioni e iscrizioni (che si apriranno nelle prossime settimane) il sito di riferimento è www.sinodo2018.it   

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