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«Siamo alla fame, noi e le nostre famiglie. Non ci hanno mai pagati»

Parlano per la prima volta gli otto marinai della C-Star, la nave della cosiddetta operazione “Defend Europe”, che questa estate doveva impedire i soccorsi ai migranti da parte delle Ong. Siamo andati a Barcellona. Nel numero di "Famiglia Cristiana" in edicola da giovedì 11 gennaio il reportage che racconta com’ è andata.


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È ferma da quattro mesi a Barcellona la C-Star, la nave della destra identitaria, utilizzata la scorsa estate nella missione “Defend Europe” contro le Ong impegnate nel salvataggio dei migranti. Otto marinai dello Sri Lanka sono ancora a bordo, aiutati dall’ organizzazione cattolica di apostolato del mare Stella Maris.

 

Nessuno li ha mai pagati. Famiglia Cristiana è salita a bordo ed ha raccolto la loro storia. Contrattati da un armatore specializzato in supporto logistico ai mercenari, hanno condotto la nave affittata da Generazione Identitaria.

Sono otto vittime di una campagna xenofoba che cercava, con un viaggio molto mediatico, le prove contro le organizzazioni umanitarie, accusate di collusioni con gli scafisti libici. A casa, gli identitari, hanno portato tanto merchandising, bandiere e magliette oggi in vendita sui loro siti.

 

In mare hanno lasciato otto cittadini dello Sri Lanka, stremati e alla fame. Da giovedì in edicola il reportage di Famiglia Cristiana da Barcellona.

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Uno dei membri dell'equipaggio della C-Star. In copertina: la nave, ancorata in un molo remoto del porto di Barcellona. Si vedono (di spalle, hanno preferito non essere ripresi in volto) alcuni altri membri dell'equipaggio, tutto dello Sri Lanka.
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