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Se un marito è galante in vacanza a casa... in pantofole!

Una moglie si lamenta del compagno affettuoso solo durante le vacanze. Nel resto dell'anno non è mai così sereno e rilassato. I consigli dei coniugi Gillini.


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Non mandatemi a quel paese, cari coniugi Gillini, ma ho una lamentela da fare: abbiamo fatto vacanze da sogno, l’ ultima settimana di agosto, a Soraga in Val di Fassa, nel Soggiorno Don Orione. Un sogno, ripeto: prezzi modici e abbondanza mai vista: almeno 20 antipasti a disposizione e alla fine della cena un arrembaggio ai dolci vari (mai mangiato uno strudel così!). E un’ atmosfera serena, partecipata, di famiglia! E allora perché mi lamento? Perché là in montagna, mio marito si è trasformato in cavaliere affettuoso e qui in pianura è il solito pantofolaio che non sa neanche se esisto.

ERMINIA, DETTA ERMI

— Grazie per la descrizione di quel posto incantato tra le montagne, cara Ermi! Anzi, ci andremo anche noi, tu ci dai perfino il numero del responsabile (338.15.53.506, Agostino). Ma perché, visti i prezzi modici, non chiedi a tuo marito di portare te e i bambini, poniamo, una volta ogni sei mesi? Per ritrovare il marito cavaliere, sulle Dolomiti (e giocoliere con i bambini, ci racconti), almeno non ti dimenticheresti come è veramente... Battute a parte, questa tua “lamentela” (saggia?) ci fa fare almeno due riflessioni. La prima: tuo marito - che ha un lavoro pesantissimo - soffre di stress per il troppo impegno e così in pianura, quando arriva a casa, fa il pantofolaio; ma siamo proprio sicuri che in qualche modo non possa essere alleggerito il suo impegno lavorativo? Occorre aspettare le vacanze per tornare a essere “umani”? La seconda riflessione riguarda anche te, cara Ermi: che cosa fai per alleggerirgli la vita? Gli fai respirare aria di delusione, che appesantisce ulteriormente il clima familiare, per te e per i bambini. Forse potresti centrarti su di lui, invece che su te stessa: quel marito attivo, simpatico, attraente nell’ aria delle Dolomiti, c’ è ancora, sta sicura: dovresti solo cercare di tenerlo in vita. Ma non perché ritorni fuori il cavaliere che ti ha tanto affascinato, ma perché tu possa concedergli “il riposo del guerriero”. Sai, al di là delle loro armature, gli uomini sono molto sensibili; se per esempio (è una metafora) gli comprassi un bel paio di pantofole, potresti dirgli: «Riposa, ne hai diritto, lo so quanto fai per la nostra famiglia! Io aspetterò che il cavaliere si risvegli e tiri fuori da qualche parte la sua riserva di “aria di montagna”»

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