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Se per parlare con la prof devo aspettare mesi

Tra gli adempimenti individuali previsti dal contratto nazionale degli insegnanti, insieme alla preparazione delle lezioni e alla correzione degli elaborati, rientrano anche i «rapporti individuali con le famiglie». Spesso, però, per i genitori diventa un’ impresa riuscire ad avere un colloquio…


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Cara professoressa, dalle righe di questa rubrica lei spesso invita al dialogo e sollecita noi genitori ad affrontare i problemi insieme agli insegnanti. Io più volte ci ho provato, ma sembra molto complicato discutere con chi impiega oltre un mese a darti un appuntamento. La professoressa di matematica di mio figlio, che frequenta il liceo scientifico, ha un orario di ricevimento settimanale, un’ ora al lunedì per la precisione, e fissa gli incontri in ordine di arrivo delle richieste: visto che il numero di genitori da accogliere è cospicuo, anche perché ha più di una classe, non si riesce a parlare con lei in tempi ragionevoli. Ma non farebbe parte del ruolo dei docenti il dialogo costante con le famiglie? Ci sono questioni importanti che non possono aspettare quaranta giorni.

SILVIA

— Cara Silvia, la risposta alla tua domanda è sì, decisamente sì. Tra gli adempimenti individuali dovuti dagli insegnanti, infatti, insieme alla preparazione delle lezioni e alla correzione degli elaborati rientrano proprio i «rapporti individuali con le famiglie», come si legge nell’ articolo 29 del contratto collettivo nazionale 2006-2009, l’ ultimo al momento a nostra disposizione (ma questa è ben altra questione). Nello stesso articolo si ribadisce, inoltre, che è compito del consiglio d’ istituto, su proposta del collegio dei docenti, definire «le modalità e i criteri per lo svolgimento dei rapporti con le famiglie, assicurando la concreta accessibilità al servizio». Di fatto, dunque, ogni scuola potrebbe regolarsi in maniera diversa. La prassi più diffusa è quella di dedicare un’ ora alla settimana, sempre la stessa, al ricevimento dei genitori, previo appuntamento, ma così facendo potrebbe capitare, come è successo a te, di sentirsi dire: «Oggi non la ricevo perché ho troppi incontri». Che fare? All’ Istituto tecnico industriale “Francesco Severi” di Padova hanno trovato una soluzione insolita: per evitare file interminabili e accontentare tutte le numerose richieste, la preside pare abbia inviato una raccomandazione scritta che fisserebbe un limite di tempo, massimo di tre minuti a colloquio. Ma centottanta secondi basteranno per creare il giusto clima, per andare oltre un “buongiorno” e un “come sta”? Si potrebbe avanzare, a ragione, qualche legittima perplessità. La questione resta aperta e come sempre vince il buon senso. Se da una parte i tempi ragionevoli sono una mail in serata con una richiesta di colloquio per il mattino seguente, effetto jukebox, inviterei alla pazienza. Se però, come scrivi, c’ è da attendere realmente oltre un mese, allora una chiacchierata in consiglio d’ istituto (del quale fanno parte anche rappresentanti dei genitori) decisamente non guasterebbe.

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