Se la fame ha le gambe corte 

“La fame ha le gambe corte” perché colpisce soprattutto i bambini al di sotto dei 5 anni. Ma anche perché, come le bugie, può essere smascherata e sconfitta. NutriAid   organizzazione umanitaria impegnata da 16 anni nella lotta contro la malnutrizione infantile   ha dato il via a un iniziativa ambiziosa e di lungo periodo: entro il 2015 si pone il traguardo di salvare 10 mila piccoli dalla morte per fame nei Paesi dove opera (Rwanda, Senegal, Madagascar, Repubblica Democratica del Congo e Somalia).

     I “numeri della fame” continuano ad essere spaventosi e purtroppo non fanno notizia:  Perciò , dice la dottoressa Anna Macchieraldo, presidente di NutriAid,  abbiamo deciso di riaccendere i riflettori sullo scandalo della morte di tanti bambini a causa della malnutrizione .

     Tanti, troppi bambini. Se nel mondo il totale delle persone cronicamente sottoalimentate è di 925 milioni, il numero dei bambini sotto i 5 anni è di ben 195 milioni. Si tratta di piccoli che soffrono di sintomi acuti o gravi di carenze di alimentazione, il cui numero aumenta in caso di carestie, conflitti sociali e scarsità stagionali.

      Ogni anno , aggiunge la dottoressa Macchieraldo,  7,6 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono per cause facilmente curabili come la diarrea o la polmonite. Di queste vittime, 2,6 milioni   300 ogni ora   vengono uccise come causa principale dalla malnutrizione .

     Sono 26 i Paesi al mondo che hanno ancora livelli di fame “allarmanti”. Quattro di questi Paesi, che hanno addirittura una situazione “estremamente allarmante” sono in Africa subsahariana: Burundi, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Eritrea.

     Come spiega nella campagna, in alcune aree dove NutriAid interviene  permangono situazioni di grave emergenza causate da conflitti conclamati, come in Somalia, o silenziosi, come in Repubblica Democratica del Congo, da catastrofi naturali che ciclicamente devastano i raccolti e riducono la disponibilità di derrate alimentari, come in Madagascar, o da povertà e mancanza di accesso al cibo come in Rwanda o in Senegal .

   

 La malnutrizione , prosegue Antonella Demarchi, segretario generale di NutriAid,  rappresenta uno dei principali meccanismi che sottendono la trasmissione della povertà e dell ineguaglianza da una generazione all altra. Queste devastanti conseguenze portano con sé anche elevati costi economici. La malnutrizione acuta nei bambini al di sotto dei 5 anni, oltre a mettere a rischio la sopravvivenza, inibisce il loro sviluppo psicologico e mentale, crea implicazioni a lungo termine sulla salute dell intera vita e limita complessivamente le opportunità delle future generazioni .

     Quando la sottoalimentazione è grave, il corpo inizia ad consumare i propri tessuti in cerca dei nutrienti e dell energia necessari alla sopravvivenza mirando inizialmente alla struttura muscolare e al tessuto adiposo. I processi metabolici iniziano a rallentare, la regolazione termica è alterata, la funzionalità renale è danneggiata e il sistema immunitario compromesso.

      Di fronte a tutto ciò non possiamo restare inermi , conclude la presidente di NutriAid.  Da molti anni combattiamo con progetti sanitari le conseguenze della mancanza di cibo cronica o acuta sullo sviluppo della crescita dei bambini, ma riteniamo sia venuto il momento di chiedere aiuto a tutta la società civile e alle istituzioni per vincere questa battaglia. Salvare tanti bambini dalla morte per fame si può. Ma bisogna essere in molti. Significa regalare a ogni bambino un metro alla vita .

     La campagna triennale dell Ong torinese punta a salvare questi 10.000 bambini attraverso interventi mirati, dalla fornitura di latte arricchito con vitamine e sali minerali, alimenti e medicinali in Congo all assistenza medica e ospedaliera in Rwanda, dall ampliamento del centro nutrizionale in Senegal e in Madagascar alla costruzione di un nuovo centro in Somalia, oltre alla formazione del personale medico locale e ai programmi di educazione igienico-sanitaria rivolti a mamme e bambini.

Un bambino denutrito a causa della recente carestia nel Corno d'Africa (Foto AP).
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