Se Bin Laden finisce in una commedia

    Anche in Burkina Faso, in Cina o in Iran si ride al cinema. Negli ultimi anni in tutta l'Africa, ma anche nei Paesi asiatici e in America latina, si è sviluppata una produzione cinematografica che punta sul genere della commedia, su film popolari divertenti, leggeri e di entertainment, che riscuotono grande successo di pubblico. L'India, certo, è già da tempo famosa per Bollywood, l'industria del cinema indiano, che da molti anni sforna un gran numero di film popolari, con musiche, balli, intrecci familiari e vicende amorose, spesso pensati per un pubblico giovane. Ma, Bollywood a parte, il filone della commedia ha attecchito in molti altri Paesi, da Panama all'Algeria al Camerun.

    Così, quest'anno per la prima volta il Festival del cinema africano, d'Asia e America latina, a Milano fino al 27 marzo (www.festivalcinemaafricano.org), oltre alle sezioni tradizionali ha scelto di dare voce al genere della commedia con la nuova sezione "E tutti ridono". I film sono stati selezionati con la collaborazione di due grandi della comicià made in Italy: Gino e Michele, i fondatori di Zelig. Spesso relegati al rango di prodotti di serie B, questi film sono una preziosa occasione per mostrare un volto inedito e poco conosciuto dei popoli africani, asiatici e latini, al di là degli stereotipi e dei luoghi comuni: il volto di popoli che sanno fare ironia sul grande schermo e divertirsi come spettatori, che amano ridere e far ridere.

    Fra i film proposti, la brillante commedia Les barons, che ritrae il mondo dei figli degli immigrati marocchini in Belgio, la cosiddetta seconda generazione; Fire keeper dell'iraniano Mohsen Amiryoussefi; e Tere Bin Laden, commedia satirica indiana - bandita dai cinema di Pakistan e Stati Uniti - che rilegge con ironia la caccia a Bin Laden e l'incubo del terrorismo. Nell'ambito delle altre sezioni, i titoli (80 film e video proiettati) spaziano dalla Colombia al Senegal, dalla Tunisia alla Siria: in tutto 50 Nazioni rappresentate.

     Giunta alla ventunesima edizione, questa rassegna cinematografica competitiva milanese - che oltre ai film e video prevede anche una serie di eventi collaterali e incontri - è un appuntamento fisso per i cultori del cinema del Sud del mondo e per tutti colori che desiderano aprire gli occhi sulle realtà, i cambiamenti sociali, i fermenti e la vitalità creativa degli altri continenti e dei Paesi emergenti.

Un'immagine del film Les barons di Nabil Ben Yadir, regista marocchino residente in Belgio.
Pubblicità