Immagine pezzo principale

«Se avessi fatto una plastica, non avrei fatto una vita da "comparsa"...»


Pubblicità

Non sono d’ accordo con quanto scritto in merito alla ragazza che vuole sottoporsi a intervento estetico per le orecchie a sventola; sicuramente da approvare il consiglio di sottoporsi a psicoterapia per escludere un malessere più profondo, ma, vede, io fin da ragazza e tutt’ ora convivo con un difetto fisico che mi ha limitato nella femminilità, poi ho avuto una vita “normale” ma guardando indietro mi rendo conto che se fossi partita “alla pari” con le altre avrei forgiato un carattere diverso con prospettive diverse e non avrei fatto, per dirla in gergo cinematografico, la “comparsa” quando potevo essere protagonista. Tenete presente che non tutte abbiamo la personalità di una Barbra Streisand che del suo nasone fece un punto di forza, inoltre la ragazza in questione non è una showgirl che vuole passare da una seconda a una quarta. È ovvio che dobbiamo accettarci ma se nel suo caso il difetto le rovina la vita perché non aiutarla?

MICHELA

— Il riferimento è alla lettera di Lucilla, sullo scorso n. 31. Un difetto fisico non distrugge la vita, ma può fare male anche a lungo, come ci testimonia Michela. La chirurgia estetica non risolve tutti i problemi, ma può essere un aiuto. Non esistono soluzioni sicure, risposte definitive, ma scelte di buon senso. Alla ricerca di un equilibrio talvolta faticoso, tra la mente e il corpo, tra l’ immagine che abbiamo di noi e quella che ci riflettono gli altri. Michela stessa ci dice che, pur non avendo fatto ricorso alla chirurgia estetica, ha avuto una vita normale, sebbene sofferente. Questo l’ ha resa più sensibile e più capace di sintonia con chi sta male per una piccola anomalia del corpo. Ciò che conta, a mio parere, è offrire all’ adolescente la possibilità di scegliere avendo chiaro costi e benefici. E per farlo non ci si può focalizzare esclusivamente sul singolo elemento, sul difetto fisico e sulle sue risonanze più immediate. Soprattutto nel caso di un adolescente, occorre avere uno sguardo d’ insieme: le autonomie, le aspirazioni, le risorse personali. Le modalità di vivere le relazioni in casa e fuori. Poi si può anche decidere di fare ricorso a soluzioni chirurgiche, magari solo per un difetto fisico trascurabile. Resta però la domanda che il singolo adolescente, e i suoi educatori, si devono porre sulla capacità di affrontare le situazioni frustranti e di integrare il dolore nella propria esistenza. Il dolore è inevitabile e aiuta a crescere. Non lo si persegue, se possibile lo si evita. Ma prima o poi occorre confrontarvisi e renderlo occasione di maturazione.

Loading

Pubblicità