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Sandra Sabattini: la prima fidanzata verso la santità

Innamorata del suo ragazzo, ha trascorso la breve vita accanto agli “scartati” della Comunità Giovanni XXIII. Un esempio per i giovani, ancor più ora che il Papa l’ ha dichiarata venerabile


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«La figura e l’ esempio di Sandra Sabattini saranno di fondamentale importanza per i giovani in vista del Sinodo e della Giornata mondiale della gioventù di Panamá». Con la voce rotta dall’ emozione Stefano Vitali commenta il riconoscimento da parte di papa Francesco delle virtù eroiche della serva di Dio, ora venerabile, Alessandra Sabattini, figlia spirituale di don Oreste Benzi.

Vitali, ex assessore del Comune di Rimini, nel 2009 è guarito inspiegabilmente dopo che proprio don Oreste aveva chiesto all’ intera comunità diocesana di pregare la giovane affinché il tumore all’ intestino scomparisse consentendo all’ uomo di continuare a vivere con la sua famiglia. «Sono felice, è un passo importante verso la beatificazione e poi per la canonizzazione. Semmai dovesse salire alla gloria degli altari, Sandra sarebbe la prima santa della storia ad essere stata fidanzata», commenta Vitali.

Nata il 19 agosto 1961 a Riccione e morta a Bologna il 2 maggio 1984, studentessa di medicina e innamorata di un ragazzo di nome Guido Rossi, Alessandra ha dedicato la sua breve vita agli scartati. «Di Sandra ho sempre avuto un’ immagine bellissima grazie ai racconti di don Oreste, che per primo in lei aveva visto la santità», spiega Vitali. Esempio cristiano di carità e misericordia verso gli indigenti, Sandra, come la chiamavano in famiglia, faceva parte della Comunità papa Giovanni XXIII e a 23 anni, proprio mentre si recava a prestare sostegno ad alcuni membri della Casa di Igea, nel Riminese, è stata investita da un’ auto. A nulla sono serviti il pronto intervento dell’ ambulanza e dei medici: dopo tre giorni di coma è morta.

UNA GUARIGIONE MIRACOLOSA

Stefano Vitali ha incrociato la giovane riccionese a seguito della sua malattia, scoperta nel 2007. Quaranta linfonodi metastatici gli stavano distruggendo l’ intestino. Dopo essersi sottoposto al primo ciclo di chemioterapia, la situazione continuava a degenerare tanto che l’ oncologo che lo aveva in cura non riteneva opportuno operare. All’ inizio del secondo ciclo di chemio, invece, i valori sembravano essersi normalizzati improvvisamente e inspiegabilmente. Una guarigione mai spiegata, tant’ è che lo stesso oncologo ha confessato a Vitali: «Io non posso dirti che si tratta di un miracolo, perché non sono credente; però posso dire a qualunque paziente che ci sono delle speranze e che tutto può accadere».  

Il 2 novembre, quando don Oreste è morto, Stefano Vitali, padre di quattro figli, era guarito. «Un giorno venne a trovarmi, pranzammo assieme e, informato sul mio stato di salute, pensò subito di ricorrere a Sandra. In ogni occasione pubblica chiedeva ai presenti di rivolgere le proprie suppliche a lei perché potesse aiutarmi a guarire. Così è stato», ricorda Vitali.

Dopo la chiusura del processo diocesano, avvenuta lo scorso anno, la causa di Sandra procede verso la beatificazione. Ora è necessario un miracolo: al vaglio del Tribunale ecclesiastico romano ci sono più guarigioni per sua intercessione, tra cui quella di Vitali. Don Oreste amava definire la ragazza una «contemplativa di Dio nel mondo», ed è stata lei stessa a raccontare dall’ età di dieci anni il suo amore per Dio nel suo Diario, oggi pubblicato in tre edizioni. «Ci sono gli sposi santi, i genitori santi. Ma non sarebbe bello avere anche una fidanzata santa?», disse don Oreste promuovendo la causa di beatificazione nel 2006.

ATTIVA E CONTEMPLATIVA

La “prova” più evidente della sua santità è arrivata il 22 aprile 2009 quando, in occasione della traslazione della salma, all’ interno della bara furono ritrovati solo brandelli dei vestiti. Il vescovo di Rimini, monsignor Francesco Lambiasi, nella Messa per il 25° anniversario ha detto che «il chicco di Sandra è caduto in terra talmente tanto da sciogliersi completamente». «Possiamo affidare anche all’ intercessione di Sandra il cammino di fede dei nostri giovani riminesi. È l’ unica laica e la più giovane dell’ elenco di nuovi venerabili promulgati da papa Francesco», ha dichiarato.

«Ho accolto con gioia la notizia del riconoscimento delle virtù eroiche di Sandra», afferma Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità papa Giovanni XXIII. «Ha fatto risplendere la virtù della condivisione con i poveri e della contemplazione. Una vera discepola di don Benzi». Per Ramonda Sandra era una persona «dall’ animo profondo e semplice, contemplativo e razionale, immerso in una fede profonda».

Della fede di Sandra parla anche una delle sue migliori amiche, Antonella Del Zoppo: «Siamo cresciute assieme ai campeggi estivi che don Oreste organizzava alla Madonna delle Vette (Trento) per vivere gli Incontri simpatici con Gesù assieme a ragazzi con disabilità. Lei, sempre sorridente, accogliente, discreta, aveva particolare attenzione per questi ragazzi».  

Ricorda ancora l’ amica: «Il suo amore per Guido era apprezzato da tutti. Avevano un rapporto epistolare, comunicavano attraverso un diario. Lui studiava Ingegneria, lei Medicina. Scherzavamo perché nei momenti liberi lei lo accompagnava nei cimiteri di campagna, per osservare le lapidi e i volti delle vedove. Dopo la sua morte ci siamo incontrate con don Nevio, suo padre spirituale, con grande disorientamento: Sandra avrebbe fatto cose belle per gli altri, ci chiedevamo perché fosse accaduta quella tragedia. Dopo abbiamo capito che il Signore ha pensato che il suo pezzo di strada l’ aveva compiuto».

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