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Roberto Benigni: «Da piccolo volevo fare il Papa ed ora l’ ho conosciuto»

L’ attore racconta la chiamata ricevuta alle otto di mattina dopo aver raccontato I dieci comandamenti in Tv e dice: «Cammina, cammina e non si ferma mai, sembra faticare e fatica, sta tirando tutta la Chiesa verso Gesù e il Vangelo»


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«Una cosa da ridere: dopo la prima puntata de I dieci comandamenti mi ha chiamato alle otto di mattina e a casa mia gli hanno detto: “Sta dormendo, richiami”. Vi immaginate? E lui ha richiamato! E mi ha detto: “Ma tu lo sai il bene che fai?”. E io gli ho risposto: “Io? Ma lei fa il bene…”. Quando a scuola mi chiedevano che cosa volevo fare da grande, rispondevo: “Il Papa”. E siccome tutti si mettevano a ridere ho capito che dovevo fare il comico. Il Papa cammina, cammina e non si ferma mai, sembra faticare e fatica, sta tirando tutta la Chiesa verso il Vangelo, verso Gesù. Se ci pensate è un’ opera incredibile. Il Papa è pieno di misericordia, la prende a piene mani in mezzo agli ultimi degli ultimi: dov’ è andato quando ha cominciato il suo pontificato? A Lampedusa. E dove ha aperto le Porte Sante del Giubileo? Nel centro dell’ Africa, a Bangui, nel luogo dei poveri più poveri del mondo. Francesco va a trovare la sofferenza del mondo, perché lì, in mezzo al dolore, nasce la misericordia. E Francesco è pieno di misericordia. La potrebbe vendere. Vuoi un etto di misericordia? Lui te la dà. In un mondo che vuole la paura, l’ odio, la condanna, Francesco risponde con la misericordia».

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