Ricordo della Stupenda

 Avrei preferito una voce di contralto, ma pazienza, sarete felici lo stesso . Questo l acido commento di una zia dello sposo all annuncio delle nozze fra il giovane nipote Richard Bonynge, aspirante direttore d orchestra, e l altrettantov gioane australiana Joan Sutherland, cantante lirica dalla promettente carriera di soprano. Nasceva così nel 1954 una coppia destinata a lasciare una traccia incancellabile nella storia dell opera.

Già da qualche anno scritturata al Covent Garden, nel 1952 Joan vi aveva preso parte, come Clotilde, a una storica Norma. Grande protagonista era Maria Callas che consigliò alla giovane collega di dedicarsi non già a Wagner, come le suggerivano i critici inglesi, bensì al repertorio belcantistico che le sarebbe stato congeniale. Consiglio saggiamente accolto, come dimostreranno i successivi trent anni di attività, che vedranno Joan spaziare trionfalmente sulle scene europee e americane.

Per rendersene conto è sufficiente guardare le tappe italiane di questa irresistibile cavalcata, dall Alcina di H ndel a Venezia (1960) alla belliniana Beatrice di Tenda che nel 1962 segna l esordio della Sutherland alla Scala. Qui metterà insieme 38 recite in quattro stagioni, durante le quali prenderà parte a due eventi memorabili: per la sua carriera, per la Scala e per la storia del belcanto. Gli Ugonotti di Meyerbeer e Semiramide di Rossini costituiscono infatti due vertici assoluti di una vocalità strepitosa, caratterizzata da una bellezza timbrica e una perfezione virtuosistica senza confronti nel secolo trascorso.

“La Stupenda” dunque, come i fans di mezzo mondo l hanno proclamata e consegnata per sempre alla storia, strumento di emozioni uniche e irripetibili, di cui fortunatamente Cd e video tramanderanno il ricordo, come di un autentica icona del divismo più genuino, primadonna suprema nel canto, ma anche capace di autoironia, merce così rara nell ambiente lirico.

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