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Credere

Le suore tipografe messaggere di un lieto annuncio

Nella loro casa di Pessano con Bornago, metà convento e metà fabbrica, sfornano libri e prodotti editoriali di successo. «Il nostro non è business, ma servizio alla Chiesa»


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«Sono stata convertita da un libro di sant’ Alfonso Maria de’ Liguori e, per questo, ho scelto di consacrarmi all’ apostolato della “buona stampa”». Lo dice, con semplicità e fierezza insieme, suor Dolores Boitor, 34 anni, rumena, accompagnando la frase con un sorriso.

La religiosa fa parte di un drappello di undici consorelle, quasi tutte di origine polacca, della congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria di Loreto. Nel 1980 hanno messo radici a Pessano con Bornago, alle porte di Milano, e da allora mandano avanti una piccola e dinamica casa editrice: la Mimep-Docete. Spiega suor Dolores: «L’ obiettivo del nostro lavoro – che, prima di essere un “affare” economico, è un servizio alla Chiesa – consiste nel rafforzare la famiglia, oggi sotto attacco, e nell’ offrire strumenti adeguati per approfondire la vita di fede. Oggi occorre lasciarsi plasmare dalla parola di Dio e imparare a meditare, per conoscere l’ amore di Dio».

TRADIZIONE E MODERNITÀ

Colpisce, entrando nel convento in mattoni e nell’ annessa tipografia in via papa Giovanni XXIII a Pessano, vedere le suore, vestite con un abito di foggia antica, lavorare con i più evoluti strumenti tecnici. Ancora più caratteristico il mix di odore di inchiostro e profumo di incenso che vi si respira, che rimanda all’ unione tra il lavoro concreto e l’ ispirazione spirituale profonda… Spiega suor Dolores: «La fedeltà alla tradizione, dal punto di vista del messaggio cristiano, per noi va di pari passo con la capacità di innovazione tecnologica, così da poter arrivare a tutti». Di qui la decisione di sbarcare sui social network, «per condividere giorno per giorno quello che viviamo», oppure la realizzazione di app dedicate, ad esempio sulle più belle preghiere dei santi. Per essere all’ altezza delle sfide di oggi e domani, le suore hanno investito in formazione, seguito corsi di aggiornamento e scommesso sulle nuove tecnologie: suor Nicodema Babula, ad esempio, si occupa della parte video, della produzione di cd e dvd e della realizzazione delle app.

IMPORTANTI TRAGUARDI

Nemmeno i più ottimisti, nei loro sogni, potevano immaginare che la Mimep avrebbe raggiunto traguardi di oggi. Come  spesso accade nella vita della Chiesa l’ inizio dell’ avventura, che risale al 1965, è avvenuto molto in sordina, come ricorda suor Teresilla Krefta, attuale direttrice dell’ opera. Due sacerdoti ambrosiani, don Massimo Astrua (cappellano presso il locale centro Don Gnocchi) e don Angelo Albani, intuita la necessità di diffondere il messaggio evangelico con i nuovi mezzi – siamo negli anni del Concilio e di Inter mirifica, il decreto conciliare sugli strumenti di comunicazione sociale – avviarono una modesta tipografia nei locali dell’ oratorio, iniziando a scrivere e produrre testi religiosi e sussidi didattici.

Insieme a monsignor Enrico Galbiati, noto biblista, realizzano in quegli anni un’ edizione del Vangelo, con commenti semplici e brevi, che diventa un autentico caso editoriale, stampato com’ è in migliaia di copie e tradotto in molte lingue. Sulla stessa scia, sempre attraverso uno stile originale e alla portata di tutti, don Massimo e don Angelo producono molti altri testi, diventando, nei fatti, alfieri della divulgazione della fede tramite la carta stampata.

INCONTRI DELLA PROVVIDENZA

L’ incontro con le suore Loretane (come sono familiarmente chiamate), non poteva quindi che essere fecondo. La congregazione, fondata nel 1920 dal polacco don Ignazio Klopotowski, ha, infatti, nel suo Dna proprio l’ apostolato tramite i media. Da allora, le suore della Mimep si sono rivelate all’ altezza della sfida. E non le ha fermate neppure una tragedia, accaduta nel 2001, quando un pulmino con sette suore, di ritorno dalla Polonia dove avevano trascorso le vacanze estive, ebbe un incidente nel quale morì una suora e le altre rimasero ferite.

Morti i due preti fondatori, da qualche anno ad affiancare le religiose sono alcuni laici: «Un segno della Provvidenza», li definisce suor Dolores, perché «dallo scambio continuo di idee fra noi nascono le opere che andiamo a proporre». Conferma Alfredo Tradigo, giornalista e grafico, con esperienze presso importanti editori laici e una lunga stagione a Famiglia Cristiana: «La collaborazione con le suore, nel segno di una forte stima reciproca, spazia su vari versanti, dal miglioramento della veste grafica dei prodotti, allo studio di titoli  e collane, alla ricerca di nuovi autori».

Per i più piccoli, la Mimep offre storie disegnate da Guido Clericetti e scritte dal figlio Bernardo. Angelo Montonati, a lungo giornalista di Jesus, sta pubblicando invece una serie di testi sui santi che – proposti inizialmente come catechesi a Radio Maria – vanno confluendo in volumi «che vogliono proporre i santi come esempi di vita cristiana attuali anche per l’ oggi». «Una delle nostre iniziative multimediali più belle è stata l’ audiolibro del diario di santa Faustina Kowalska», aggiunge con soddisfazione suor Dolores.

Famiglie, catechisti, parrocchie, fedeli: il target della Mimep è ampio, tanto quanto il catalogo che spazia dai Padri della Chiesa alla cultura, ai sussidi e ai giochi, ai rosari in scatoletta… Nonostante il lancio di audiolibri (con tanto di sala d’ incisione interna) e di prodotti per smartphone o tablet, la carta stampata – assicura suor Dolores – rimane fondamentale. Perché «il libro non morirà e perché un testo cartaceo aiuta a leggere dentro di sé e, come per me, ha aiutato molti a convertirsi». E infatti il nome Mimep deriva dall’ acronimo di un versetto del Vangelo (Luca 4,18): «MIsit Me Evangelizare Pauperibus» , «Mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio».

La diffusione dei prodotti editoriali? «Siamo presenti su tutto il territorio nazionale attraverso le librerie cattoliche, ma anche grazie a parrocchie che serviamo direttamente», chiarisce suor Dolores. Che conclude (ed è qui il segreto del successo di Mimep): «La nostra migliore distribuzione avviene grazie alla preghiera. L’ apostolato viene prima del business».

Foto di Fabrizio Annibali

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