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Quelle fiaccole di speranza nel buio della notte

In centomila in cammino tra Macerata e Loreto. Numerosi i vescovi che vi hanno partecipato, guidati dal presidente della Cei Gualtiero Bassetti. Le testimonianze della cattolica algerina Tilly, del marito di Caterina Morelli e di Asmae Dachan. "Viviamo tempi difficili, carichi di paura e di rabbia. Ma Cristo resta la nostra speranza", ha aggiunto il cardinale, esortando i partecipanti a non lasciarsi cadere nel pessimismo.


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Sono in centomila, a marciare nella notte, nella vigilia di Pentecoste. Attraversano le colline per gli oltre 28 chilometri che separano lo stadio di Macerata da Loreto. E’ l’ edizione numero 41, organizzato dalla fraternità di Comunione e liberazione e pensato dal vescovo emerito di Fabriano-Matelica, monsignor Giancarlo Vecerrica, quest’ anno è dedicato dramma del nostro tempo, la solitudine: “Non sarai solo, mai”.

A dimostrare l’ attenzione e l'impegno della Chiesa italiana partecipano il presidente della Cei, il cardinale arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti, l’ arcivescovo di Pesaro monsignor Piero Coccia, presidente della Conferenza episcopale delle Marche, l’ arcivescovo di Ancona-Osimo monsignor Angelo Spina, il vescovo di Jesi Gerardo Rocconi, il segretario generale della Cei e amministratore apostolico di Fabriano- Matelica monsignor Stefano Russo e il vescovo di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia Nazzareno Marconi. 

Nella conferenza stampa che ha preceduto l'inizio della marcia una ragazza delle scuole superiori, Giulia, chiede al cardinale Bassetti come si può vincere la solitudine. Lui risponde che la solitudine è una condizione esistenziale. Come diceva Giovanni Paolo II ciascuno di noi è unico e irripetibile, anche quando si interseca con gli altri. La solitudine dunque è garanzia di unicità. Poi, cita Sant’ Agostino: “Signore il cuore non si placa finchè non trova te”. La solitudine si può lenire camminando insieme, presi per mano da Dio. Il presidente della Cei ha accennato anche ai giorni che stiamo vivendo. "Si è passati dall’ insicurezza alla paura e poi alla rabbia", ha detto. Ma bisogna affidarsi al Signore, che è speranza. Fin dal Medio Evo ci sono stati periodi bui. Ma c’ è sempre Cristo che è la vera speranza. Questa è la soluzione. E’ lui il vero corifeo che sta davanti a noi. La speranza nasce anche dall’ amore e dalla solidarietà.  Il presidente dei vescovi italiani ha voluto ricordare la presenza alla marcia di una donna musulmana, segno di speranza e integrazione. "E' un segno importante. Il diaologo è il mezzo che ci può salvare dai pericoli che incombono". In un periodo in cui si agitano i simboli religiosi in contesti politici quali significato dare a Maria? Dio, ha risposto Bassetti, non ha avuto paura a fare di quest ragazza così giovane la depositaria per l’ umanità e ha ricordato il suo pellegrinaggio della Palestina, esortando a trasformare qusto cammino in canto come lei fece col Magnificat, la più grande profezia della storia. Poi ha aggiunto: "L'altro è una persona che ci marcia accanto, non un estraneo o uno scarto". Infatti "Si può camminare insieme ma con pensieri ostili. Bisogna essere un cuor solo e un'anima sola". 

I valori cristiani, la fede, l’ afflato dei fedeli, la fratellanza sono in cammino. I pellegrini illuminano la notte con le loro fiaccole, simbolo della loro fede.C’ è anche Ionata alla marcia, viene da Firenze. Sua moglie Caterina Mo relli è stata portata via a febbraio da un tumore a soli 38 anni (ne abbiamo parlato anche noi in uno struggente articolo di Famiglia Cristiana). Una la straordinaria testimonianza di fede e amore, che ha commosso tutti, in questa notte di Pentecoste."Ci siamo sposati il giorno del suo trentunesimo compleanno, due settimane dopo le è stato diagnosticato il tumore al seno. Lo stesso giorno il test di gravidanza era positivo. A quel punto ci siamo affidati alla Madonna”. Nasce Giacomo, Caterna sta bene. Ma dopo due anni e mezzo il male ritorna e per la donna, che ha anche un'altra figlia -Gaia- inizia un secondo calvario che la porterà in Paradiso. Il male la porta a capire che "veramente tutto è donato, tutto è dono. In quegli anni aveva attratto tante persone perché aveva fatto della sua vita e della sua malattia un cammino di fede e di amore tali da affascinare tutti coloro che l'hanno incontrata". Ionata, il marito, venne trascinato dalla moglie alla Macerata-Loreto 4 anni fa ad accompagnare i malati al Santuario. Oggi sente con i figli Gaia e Giacomo l'assenza. "Ma quel vuoto è stato colmato con qualcos'altro, che non avverti se ti muovi troppo bruscamente. Ma se fai attenzione e ti appoggi con delicatezza, ti sostiene. Una compagnia che non finisce più. Dio per noi è diventato una presenza quotidiana".

In cammino, e non per la prima volta, c’ è anche Asmae Dachan, giornalista e blogger italiana di origini siriane, nominata da Mattarella il 2 giugno con l'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblic. "Camminare nella notte con tante persone, afffontare insieme l'emozione, la fatica, l'impegno e la commozione dell'arrivo dopo l'alba al santuario mariano hanno lasciato un segno dento di me. Mi sono sentita una goccia in un fiume di fede, preghiera e speranza di cui tutta l'umanità ha bisogno." E nella notte, lungo il cammino, ha pregato per la Siria, sua "martoriata terra d'origine", e per l'Italia, "mia amata madre adottiva". Alle 20. 30 arriva puntuale la chiamata del Papa, come avviene da sette anni. «Porta le scarpe da tennis?» domanda a Vecerrica.  «Si ma con la veste da vescovo». «È una bella macedonia, mi piace» ribatte Francesco che prosegue: «Vi sono vicino. Questa sera nel pellegrinaggio fate quello che si fa in tutta la vita, andare avanti. Camminate anche con lo spirito all’ incontro con la pienezza. Di Gesù e di tutti noi. Cammino con voi. Coraggio e avanti». Vecerrica gli spiega che all’ alba a Loreto, al termine del cammino, ai pellegrini viene consegnato dal presidente delle Pontificie opere missionarie Giampiero Dal Toso, il mandato di essere tutti missionari.

 

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Così appariva Loreto alle prime luci dell'alba ai partecipanti, dopo 28 chilometri di cammino. La foto è stata scattata dal condirettore di Famiglia Cristiana Luciano Regolo, che ha partecipato alla marcia.
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