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Quella marea verde e nera a Milano

Ecco come è cambiata la Lega Nord di Salvini dopo l'imponente manifestazione di sabato 18 ottobre.


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Faceva una certa impressione, sabato 18 ottobre, l’ enorme corteo per le vie del centro di Milano approdato in piazza del Duomo, in cui le bandiere verdi della lega Nord e gli altri tradizionali simboli del Carroccio si mescolavano ai neri vessilli di casa Pound, movimento legato alla destra radicale revisionista, nata (anche se gli attuali circoli ne hanno preso le distanze) dalla fondazione di un centro sociale di ispirazione neofascista.

La manifestazione è stata un’ inequivocabile consacrazione della nuova svolta in chiave “lepeniana” del giovane Matteo Salvini, che ha dimostrato di saper tenere la piazza e di saper dare un’ anima nuova al movimento di cui è sempre più leader carismatico. Da sabato la Lega è entrata a pieno titolo nei grandi movimenti populisti attraversati da pulsioni xenofobe e attacchi alla moneta unica europea presenti in tutta Europa, dal Front National di Marine Le Pen, all’ austriaco Fpoe di Heinz-Christian Strache, alll’ olandese Pvv di Geert Wilders, fino al britannico Ukip di Nigel Farage. Che significa tutto questo? La svolta di Salvini ha non poche conseguenze sul vecchio Carroccio di Umberto Bossi . La prima è che Salvini ha dismesso tutto l’ armamentario “padano” del fondatore. Il dio Po, l’ Alberto da Giussano, le camicie verdi, la retorica federalista, nordista o secessionista sono state messe prudentemente in soffitta. Al loro posto le tematiche legate alla globalizzazione, come la paura delle presunte invasioni degli “immigrati” clandestini, la condanna senza se e senza ma dell’ euro, ritenuta responsabile, insieme ai suoi artefici banchieri e  tecnocrati, della crisi economica devastante in cui viviamo, la lotta senza quartiere alla religione islamica insieme con la conservazione delle tradizioni cristiane.

Senza dimenticare la politica estera spiazzante che spazia dalla Scozia a Putin a Kim Jong Un il, il dittatore della Nord Corea in cui Salvini è andato recentemente in visita con un gruppo di parlamentari. Tutto questo fa della Lega di Salvini qualcosa di diverso dalla Lega Nord di Bossi, a cominciare dal potenziale degli elettori cui si rivolge. “Pensiamo prima agli italiani”, ha ripetuto dal palco di Piazza Duomo, la nuova Pontida. Pensiamo agli italiani e non alla Padania, come ripeteva Bossi. Ora la Lega, gridando continuamente “stop all’ invasione” esce dai suoi confini per proporsi a tutti gli italiani spaventati dalla crisi e dagli immigrati e farsi Lega nazionale. La sua antagonista politica è certamente il Movimento Cinque Stelle, anch’ esso venato (anche se più artificialmente, dettata più da tattica politica) da pulsioni populiste, xenofobe e dall’ ossesione della moneta unica europea (è di recente la proposta del referendum sull’ euro). Finora l’ unico che ha saputo tener testa all’ avanzata del movimento è stato il Pd di Renzi, ma non è detto che la marea verde-nero si arresti.

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