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Quella marea umana contro il decreto di Salvini

Senza il sostegno di un solo partito italiano un segmento della società italiana ha manifestato ieri per le vie della Capitale contro il provvedimento del governo che taglia i fondi agli enti del Terzo Settore e alle ong che si occupano di accoglienza


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Un fiume umano, variopinto, inarrestabile, proveniente da ogni parte dell’ Italia è confluito ieri a Roma per la manifestazione contro il decreto Salvini e contro gli inquietanti segnali di razzismo che si manifestano nel Paese in modo sempre più crescente.

Una folla immensa che ha colorato le vie di Roma, nonostante i rigorosi controlli delle forze dell’ ordine. I pullman che si dirigevano verso la Capitale venivano fermati, i manifestanti obbligati a scendere dai veicoli per lasciarsi perquisire e identificare, ripresi dalle telecamere uno per uno, per poi venire scortati verso Ponte Mammolo, nei pressi di Rebibbia, non proprio vicinissimi al raduno scelto per il corteo, piazza Repubblica.
“Non potete arrestare la Primavera”, gridavano i manifestanti. La folla (circa 100 mila persone secondo gli organizzatori dell’ evento) ha invaso le vie che da piazza della Repubblica portano a S. Giovanni, luogo di arrivo della manifestazione. Italiani e migranti provenienti da ogni parte del mondo. Tantissimi giovani, bambini, adulti e anziani appartenenti alle tante organizzazioni che si occupano dei diritti umani in Italia. C’ era anche Mimmo Lucano, il sindaco di Riace ormai celebre per il suo modello di integrazione e per le sue vicende giudiziarie che lo hanno portato ad abbandonare il suo piccolo borgo calabrese, salutato con un applauso dai manifestanti. 

“Siamo noi la nuova umanità!”, gridavano in coro gli studenti, abbracciati agli stranieri. La manifestazione si è svolta in un clima pacifico, accogliente, gioioso in una giornata calda di sole che sembrava davvero aver portato a Roma la primavera in pieno autunno, funestata dal suono dell’ ambulanza  e ldala notizia che uno dei manifestanti, un uomo di origine etiope aveva avuto un malore ed era deceduto durante il corteo.  Senza il sostegno di un solo partito italiano il mondo del Terzo Settore, quello del no profit, delle ong, delle associazioni di volontariato e delle organizzazioni Internazionale e nazionali per il diritti umani, ha così manifestato la sua ribellione contro  il cosiddetto “decreto sicurezza” da poco votato con la fiducia del Senato italiano. La manifestazione nazionale a Roma è la risposta del segmento della società italiana con più elevato numero di persone in tutto il Paese, un contingente di circa sei milioni tra volontari e dipendenti. Un settore della società che interagisce con gli enti locali da sempre per assicurare servizi e quelle condizioni umane indispensabili per definirci un Paese del Primo mondo e che non accettano, a braccia incrociate, la deriva di un decreto che sembra voler far morire, in Italia, la solidarietà del mondo del sociale, i valori della Carta Costituzionale, promuovendo insicurezza, povertà, emarginazione e violenza. Per le strade di Roma  uomini, donne, giovani e meno giovani di tutto il paese si sono incontrati per dire “Basta” al razzismo, all’ indifferenza che ha prodotto circa 2000 morti sul mediterraneo negli ultimi 10 mesi. “L’ uomo è nato per brillare, no per morire di fame”, recitava il cartello di uno dei manifestanti.

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