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Quei dispetti al figlio: il loro nome è bullismo

Nel passaggio dalle elementari alle medie una manna teme che per il suo Luca si ripetano gli atti di bullismo che ha già subito e che lo hanno segnato. È importante che ne parli subito con gli insegnanti.


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Cara professoressa, in questo periodo mio figlio è chiamato a un passaggio importante, quello dalla scuola elementare alla scuola media. Le confesso che cerco in tutti i modi di manifestarmi tranquilla e positiva, ma sono nel mio cuore molto in ansia: mi spaventa l’ impatto con i nuovi compagni e soprattutto l’ eventualità che anche nella nuova classe si inneschino le dinamiche già vissute e combattute nel corso delle elementari. Parlo di insulti, di piccoli quotidiani soprusi che sono stati affrontati e parzialmente risolti negli anni, ma hanno segnato molto sia il mio Luca sia me. Luca è un bambino caratterialmente molto fragile e deve imparare ad affrontare le difficoltà, ma l’ ho visto soffrire e temo conseguenze se gli episodi dovessero continuare anche alle medie. Vorrei parlarne il prima possibile con gli insegnanti, lei che cosa mi consiglia?

ORNELLA

— Cara Ornella, capisco la tua inquietudine. Scrivi che tuo figlio è stato per anni oggetto di dispetti da parte dei compagni di classe, ne illustri alcuni, racconti di un bambino più debole, con qualche difficoltà di relazione, vittima di atti di vero e proprio bullismo. Perché è di questo che si tratta, anche se tu non lo dici mai. Occorre invece cominciare a dare i nomi alle cose, delinearne i confini senza paura, per affrontarle e superarle. Intanto le tue ansie sono quelle di molti altri genitori: da un recente studio condotto dagli specialisti del Mott Children’ s Hospital dell’ Università del Michigan emerge che bullismo e cyberbullismo sono in cima alla lista delle preoccupazioni legate alla salute dei propri figli all’ avvio di quest’ anno scolastico. Su 2051 adulti interpellati, uno su tre (il 34%) ha individuato proprio in questo il più importante problema, fonte di rischio per la salute dei propri ragazzi. Secondo quanto è emerso nell’ ultimo congresso della Società europea di psichiatria, inoltre, oscilla tra il 50 e l’ 80% la percentuale di bambini esposti a violenze e maltrattamenti che sviluppa successivamente disturbi mentali, con un rischio triplicato rispetto agli altri. Molti gli effetti in età adulta, dunque, a detta degli psichiatri. Parlarne con i nuovi insegnanti è d’ obbligo. Le informazioni principali su ogni singolo ragazzo vengono comunicate tra docenti di diversi ordini di scuola, ma raccontare guardandosi negli occhi è sempre un bene. La classe è un insieme di alunni che assume contorni precisi e ruoli ben definiti nell’ arco di breve tempo: prima si interviene su alcune dinamiche, meglio è. Chiedi un colloquio con il coordinatore appena possibile (in genere è il docente di Lettere, ma potrebbe essere anche quello di Matematica o di Inglese).

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