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Bullismo sul bus: la reazione dei genitori

Una mamma si lamenta perché sul bus di linea del suo paese che porta a scuola i ragazzi delle medie, i più grandi danno fastidio ai più piccoli. Sono atti di bullismo, ma per certi genitori non è poi così grave.


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Ho tre bambini. Vivo in un paese di montagna del Canton Ticino. Poiché non c’ è lo scuolabus, i nostri vanno a scuola con l’ autobus pubblico. Da noi è una prassi comune. Questo bus viene utilizzato dai ragazzi delle medie che spesso sottopongono i più piccoli a veri e propri atti di bullismo (minacce, parolacce, obbligo a spostarsi dai posti occupati, furti di merende dalle cartelle). Ho provato a parlare con alcuni genitori, senza risultato. Un papà ha detto che anche lui era un “piccolo teppistello” ed è comunque cresciuto bene. Parliamo tanto con i nostri bambini di questi fatti, loro si sfogano con noi, ma pensiamo che si dovrebbe fare di più per gestire questa situazione.

COSTANZA

— Cara Costanza, il problema che racconti è frequente. Sui bus pubblici spesso si verificano atti di prepotenza e bullismo poiché mancano figure educative, e ciò consente ai ragazzi prepotenti di utilizzare questi spazi come “zone franche”, dove fanno quello che vogliono. Il conducente si deve occupare della guida del mezzo e non può essere incaricato della gestione della disciplina a meno che non si verifichino forti intemperanze. Purtroppo, come scrivi tu, anche parlando con i genitori dei ragazzi prepotenti non si riesce ad attivarne la responsabilità educativa. Credo che per i vostri bambini abbia un grande valore poter parlare con voi e sentire accolto il loro bisogno di essere ascoltati e “validati” rispetto alle emozioni intense che questi comportamenti provocano in loro. L’ unica strategia è sensibilizzare gli adulti che viaggiano su questi bus affinché facciano sentire che, pur in mancanza di persone con funzioni educative ufficiali, i maggiorenni presenti sul mezzo “sanno fare il loro mestiere” e rimettono ordine quando è necessario. Potreste accordarvi tra genitori affinché per due settimane una mamma o un papà dei più piccoli sia presente alla fermata e salga sul mezzo insieme a tutti gli studenti. Quell’ adulto si incaricherà di fare un intervento correttivo e di porre dei limiti a tali trasgressioni. I preadolescenti sbruffoni sono in realtà molto “colpiti” dall’ intervento di adulti che li riprendono per i loro comportamenti scorretti e si rimettono velocemente “in carreggiata”. Lo spiega Mattia Lancini nel suo libro Abbiamo bisogno di adulti autorevoli (Mondadori Ed.). Vi consiglio farlo leggere ai genitori dei ragazzi prepotenti che, a quanto scrivi, non sanno proprio cosa sia l’ autorevolezza. Potreste anche incaricare per un mese un educatore di viaggiare sui bus per attivare un intervento “educativo di strada” (ovvero, contestuale e al di fuori di un setting specifico).

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