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Quando la terra trema

Le polemiche e i ritardi che hanno seguito i più grandi terremoti in Italia, ben prima dell'Aquila


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Ben prima che le polemiche e le inchieste giudiziarie travolgessero la Protezione civile, in Italia ogni terremoto è sempre stato seguito da paura, problemi, ma anche solidarietà e ricostruzione. Una storia che si ripete e che il documentario Terre in moto ci fa ripercorrere attraverso la testimonianza delle vittime. Partendo dal terremoto di Messina, nel 1908: 37 secondi di scosse di magnitudo 7,2 gradi della scala Richter distrussero Messina e Reggio. I soccorsi arrivarono massicci, ma con ritardo: navi militari (non solo italiane) furono trasformate in ospedali, ma le polemiche dei mesi successivi riguardarono soprattutto il ritardo nel riconoscimento delle salme. Sessant'anni dopo fu la volta del Belice, in Sicilia: nel gennaio del 1968 nella valle tra le tre province di Palermo, Agrigento e Trapani si contarono oltre 50mila morti. Ma la terra non ha finito di tremare: ci fu il terremoto del Friuli, nel 1976, quello dell'Irpinia quattro anni dopo, infine l'Aquila lo scorso anno. Ritardi ed errori sono sempre stati controbilanciati da un'esperienza unica di solidarietà e coesione nazionale. Rai Storia porta alla luce, attraverso filmati d'archivio, luci e ombre della macchina dei soccorsi.

Terre in moto - Rai storia, 21.00

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Il terremoto del Belice, in Sicilia, nel 1968
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