Prostituzione: la Francia punisce i clienti

Il governo Francese ha appoggiato la discussione in Parlamento di un disegno di legge destinato a lottare contro la prostituzione e, se possibile, sradicarla punendo i clienti. Molte le polemiche. Numerosi gli intellettuali contrari.

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In Francia il mestiere più antico del mondo ha i giorni contati. Così, almeno, vorrebbe far credere il governo di Parigi il quale ha appoggiato la discussione in Parlamento di un disegno di legge destinato a lottare contro la prostituzione e, se possibile, eradicarla. Per questo, il progetto, la cui discussione è cominciata il 27 novembre nell'emiciclo dell'Assemblea Nazionale, si propone di infierire non contro le cosiddette "donnine allegre" bensì contro gli "utenti", sul modello scandinavo. Mentre la prostituzione verrebbe depenalizzata (e di fatto "legalizzata") , i clienti sarebbero puniti con multe salatissime, fino a 1.500 euro, raddoppiati in caso di recidiva.

Per ora, tuttavia, il progetto suscita soprattutto polemiche. A favore o contro sono state firmate petizioni e organizzate manifestazioni. Gli schieramenti tradizionali, nel caso specifico, non sono così definiti e scontati. Basti sapere che il progetto di legge è stato presentato da due diversi relatori, Guy Geoffroy deputato dell'UMP (il partito conservatore di centrodestra attualmente all'opposizione) e Maud Olivier esponente del PS (il partito socialista del presidente Hollande). E' stato firmato da 120 parlamentari ed è fortemente sostenuto dalla ministra francese per i Diritti delle donne Najat Vallaud-Belkacem che lo ha presentato simbolicamente il 25 novembre, giornata internazionale dell'ONU per l'eliminazione della violenza contro le donne.

I sondaggi rivelano che il progetto non piace alla grande maggioranza dei francesi: il 68% è contrario all'iniziativa contro il 32% di favorevoli. Una petizione contro la legge è stata firmata anche da alcune celebrità francesi fra cui l'attrice Catherine Deneuve e il cantautore Charles Aznavour. La filosofa Elisabeth Badinter ha affermato che «lo stato non ha alcun diritto di legiferare sulla vita sessuale degli individui». Un gruppo di intellettuali e artisti vicini alla destra ha lanciato l'appello dei 343 "salauds" (sporcaccioni) che in termini volgari e discutibili ha rivendicato il diritto a ricorrere alle prestazioni delle prostitute e ha coniato lo slogan (che ha fatto notizia in Francia e nel mondo) "touche pas à ma pute" (giù le mani dalla mia puttana). Contro il proibizionismo sono scesi in piazza donne e uomini che si autodefiniscono "lavoratrici e lavoratori del sesso" . L'Ong Médecins du monde sostiene che la legge «non tutelerà affatto le prostitute, i clienti saranno costretti a nascondersi sempre di più, e i rischi per la sicurezza aumenteranno a dismisura».

Sul fonte opposto si trovano le associazioni abolizioniste (discendenti di quelle che avevano sostenuto la chiusura delle case di tolleranza nel 1946) e diverse organizzazioni femministe come Osez le feminisme che si sono unite in un gruppo, Abolition 2012, affermano che le vere vittime della prostituzione sono le prostitute stesse e aggiungono che occorre agire con tutti i mezzi per proibire l'acquisto delle prestazioni sessuali. Un gruppo di medici appoggia il progetto di legge spiegando che «le prostitute potranno più facilmente rifiutare il sesso non protetto o denunciare la violenza subita da un cliente». Dello stesso parere alcune associazioni studentesche che proclamano di voler essere «la generazione dell'abolizione della prostituzione», come un tempo ci surono pe generazioni per l'abolizione della schiavitù e quelle per l'abolizione della pena di morte.

Non è, come si vede, un problema da poco. I sostenitori del progetto osservano che il proibizionismo funziona benissimo in Svezia, dove da anni i clienti delle prostitute sono penalizzati: la repressione ha portato a una fortissima riduzione della prostituzione. Ma l'argomento convince fino a un certo punto, visto che anche in Svezia la prostituzione clandestina o via internet è in aumento:

Si calcola che in Francia le persone che si prostituiscono per strada siano tra le 20 mila e le 40 mila. L'85% sono donne ma solo il 20% sarebbe francese, mentre l'80% proviene da Nigeria, Romania, Ucraina, Russia e Cina. Prostituirsi non è vietato in Francia, e secondo le statistiche un uomo francese su otto ha avuto rapporti sessuali a pagamento. La legge in discussione in Parlamento si propone di punire gli "utenti", ma al tempo stesso di abolire il reato di "adescamento passivo", cioè la prostitute che "con qualsiasi mezzo, anche con un atteggiamento passivo" attirino il cliente. Il reato di "adescamento passivo" era stao istituito nel marzo 2003 da Nicolas Sarkozy quando era ministro degli Interni. Abolirlo equivarrebbe, in pratica, a depenalizzare, se non addirittura a "legalizzare" la prostituzione.

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