Primo incontro dell'Osservatorio nazionale sulla famiglia

Attesa da 4 mesi, ieri ha preso il via la prima riunione di un organismo prezioso, incaricato di accompagnare l’ attuazione del Piano Nazionale della Famiglia. Palazzo Chigi ha accolto alcuni rappresentanti del Forum delle Associazioni familiari, tra cui il Presidente Francesco Belletti, e un comitato tecnico scientifico, diretto dall'economista Stefano Zamagni. Buone le premesse, ma ancora insistenti le difficoltà.

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Lunedì 15 luglio, dopo quasi quattro mesi dalla nomina ufficiale, si è svolto il primo incontro della rinnovata assemblea dell’ Osservatorio nazionale sulla Famiglia. Parliamo dell’ organismo istituito presso la Presidenza del Consiglio, che dovrà accompagnare l’ attuazione del Piano Nazionale della Famiglia, approvato dal Governo lo scorso 12 giugno 2012.
Nell’ assemblea era presente il Forum delle associazioni familiari con una delegazione composta dal presidente Francesco Belletti e dai due vicepresidenti, Gianna Savaris e Roberto Bolzonaro. Con il suo particolare contributo si è distinto anche il prof. Stefano Zamagni, economista e già presidente dell'Authority per il terzo Settore, a cui è stata affidata la presidenza del Comitato tecnico scientifico che opera all'interno dell'Osservatorio.

Non poche le novità rilevate in questo incontro. Innanzitutto, la delega per la famiglia: essa è rimasta in capo al Presidente del Consiglio, Enrico Letta. Un dato certamente positivo che sembra documentare la consapevolezza che la famiglia non è un tema di nicchia, ma, al contrario, una dimensione strategica delle politiche di governo. Questo, però, esige che la famiglia possa essere inserita nell’ agenda del premier, o, perlomeno, che la responsabilità politica nei confronti della famiglia venga costantemente rappresentata e difesa, all’ interno del governo, ma anche nel lavoro quotidiano dell’ Osservatorio. Un po' meno rassicurante, invece, Filippo Patroni Griffi, il Sottosegretario alla presidenza, che, dopo un breve saluto, si è dovuto assentare. Non si può certo definire un bell’ inizio.

In seconda battuta, il prof. Zamagni ha prospettato un lavoro che, nei prossimi mesi, dovrà concentrarsi su scelte concrete, su azioni specifiche. Ha parlato, infatti, con precisione di “progetti”, e non di generici obiettivi. Inoltre, è all’ orizzonte una nuova Conferenza nazionale sulla famiglia, che potrà rivelarsi come una grande occasione per riportare l’ attenzione di tutto il Paese proprio sulla condizione reale delle famiglie italiane. 
A non convincere del tutto, però, la proposta di organizzare la conferenza entro novembre. In così poco tempo non pare molto agevole costruire quel lungo, faticoso e prezioso percorso di dialogo, coprogettazione e confronto tra Governo, Enti locali, Associazionismo familiare, Terzo settore, Imprese, Sindacati, che tanto aveva  contribuito alla qualità dei lavori delle due precedenti Conferenze (Firenze 2007 e Milano 2010, ricordo). Il rischio alla base di questa fretta potrebbe coincidere con il fatto di non poter condividere le scelte su contenuti, relatori, argomenti, metodo, progetti innovativi, e di costruire così una Conferenza solo del Governo, con poco dialogo tra gli attori sociali, organizzando così un evento “sulla” famiglia, anziché “insieme” alla famiglia.

Intanto, è stato fissato un nuovo appuntamento, indicativamente all’ inizio di settembre, per poter discutere il programma e i contenuti della Conferenza nazionale, su una prima proposta che verrà elaborata dal Comitato Tecnico Scientifico nelle prossime settimane, e che ogni membro dell’ Assemblea potrà commentare ed integrare.

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