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Preghiera e silenzio, ma anche cene e web: la clausura oggi

Le suore possono accedere ai media e utilizzare i social ma solo «con sobrietà e discrezione» perché il rischio altrimenti è «svuotare il silenzio contemplativo quando si riempie la clausura di rumori, di notizie e di parole». È una delle indicazioni contenute nell'Istruzione Cor Orans. Sul numero 19 di Famiglia Cristiana un'ampia inchiesta


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Le Carmelitane spagnole del monastero di Hondarribia si schierano su Facebook per difendere l’ identità e la libertà femminile contro un caso di stupro e diventano un caso mediatico. Le Clarisse eremite di Fara Sabina in provincia di Rieti, un sabato al mese aprono una sala del monastero e organizzano una cena silenziosa aperta al pubblico con musica e letture spirituali. Poi ci sono le Benedettine di Vittorio Veneto che hanno proposto in diretta web l’ insediamento della loro nuova badessa brasiliana di 34 anni, in modo da far seguire il rito anche dal Brasile. E tanti e diversi casi di suore di clausura che usano i nuovi mezzi di comunicazione, con un profilo unico del monastero e perché no, anche i social, per evangelizzare o invitare alla fraternità.

Piccoli passi di apertura al mondo che cambia che non intacca il cuore contemplativo delle suore di clausura. Ne parla con abbondanza di particolari e con servizi fotografici d'eccezione il numero 19 di Famiglia Cristiana   Papa Francesco, riferendosi alle suore, ha sottolineato come, attraverso la preghiera d'intercessione, abbiano un ruolo fondamentale per la vita della Chiesa e nel luglio 2016 ha presentato un documento, la costituzione apostolica Vultum Dei quarere (La ricerca del volto di Dio) che a distanza di 66 anni dal precedente (Sponsa Christi, La sposa di Cristo, emanato da Pio XII) ha portato una ventata di «aria fresca» anche alla vita contemplativa. Nello stesso documento, nei 12 temi legati alla vita monastica che il Pontefice trattava in 38 cartelle, si parlava anche dei nuovi mezzi di comunicazione e dei social network che il Papa indicava come «strumenti utili per la formazione e la comunicazione” e che invitava ad usare «con prudente discernimento».  L'indicazione è stata confermata dall'Istruzione Cor Orans della Congregazione per gli istituti di vita consacrata. Mezzi di comunicazione e social, si legge, «devono essere usati con sobrietà e discrezione, non solo riguardo ai contenuti ma anche alla quantità delle informazioni e al tipo di comunicazione, affinché siano al servizio della formazione alla vita contemplativa e delle comunicazioni necessarie, e non occasione di dissipazione o di evasione della vita fraterna».. Quindi «l'uso dei mezzi di comunicazione, per motivo di informazione, di formazione o di lavoro, può essere consentito nel monastero, con prudente discernimento, ad utilità comune». Nel documento Cor orans c'è un intero capitolo, il terzo dedicato alla clausura «come separazione dal mondo»: viene infatti ribadito che essa «dev'essere materiale ed efficace, non solo simbolica e spirituale». 

Secondo la Congregazione per la vita consacrata le suore di clausura nel mondo sono 37.970. Oltre la metà, circa 22 mila sono in Europa. Di queste, in Italia ce ne sono 5 mila in 523 monasteri; 8 mila sono in Spagna in 850 monasteri; 2.800 in Francia in 257 monasteri. Nel continente asiatico sono 1172, in Asia, 3.519. In America del Sud si contano 4.242 monache e nella parte settentrionale, 3.500 mentre in Oceania sono circa 200.  

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