Raid solidale, destinazione Mongolia

Tre italiani al Charity Rally per un progetto di solidarietà destinato ai bambini della Mongolia. E su una Peugeot 208 che sarà messa all'asta per Medici senza frontiere.

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Volontariato, cooperazione, tecnologia all'avanguardia e mondo dei motori possono convivere e raggiungere traguardi davvero concreti di carità e solidarietà. Lo dimostra la sesta edizione del Mongol Charity Rally, partito lunedì 16 luglio. Si tratta, più che di un rally in senso competitivo, dove conta la velocità, di un raid all’ antica, giocato tutto sul fascino del viaggio e sulla distanza, i cui unici premi in palio sono la soddisfazione di arrivare a destinazione e la gioia di aver contribuito a un progetto. Prima della partenza, infatti, ogni team in gara consegnerà agli organizzatori del raid almeno 1.000 sterline (circa 1.300 euro) che saranno devoluti a Lotus Children, una ONG internazionale che si occupa di fornire supporto scolastico e sanitario ai bambini della Mongolia e alle loro famiglie.

Al raid partecipa anche la casa costruttrice francese della Peugeot, con il nuovo modello "208". A bordo tre italiani: Andrea Baldi, Davide Brizzi e Giulio Chini, che stanno raccontando - giorno per giorno, tappa dopo tappa - il viaggio verso la lontana Ulaan Baatar, antica capitale della Mongolia, sulle “pagine” del loro blog, per chi voglia seguirli in questa meravigliosa avventura: http://mongolrally12.theadventurists.com/index.php?mode=teamwebsites&name=forever-young&page=
Inoltre, l'esperienza del team Peugeot del Mongol Rally può essere seguita anche su Facebook al seguente indirizzo: http://www.facebook.com/peugeotitalia/app_378335688892152

Quest’ anno gli equipaggi sono partiti, a scelta, da Londra o da Praga con l’ obiettivo di raggiungere - dopo 14.000 chilometri, ad itinerario libero e senza assistenza tecnica a seguito - Ulaan Baatar. Il percorso scelto da Andrea Baldi, Davide Brizzi e Giulio Chini è iniziato in realtà da Milano, per raggiungere poi Praga (cioè una delle partenze ufficiali) e da qui Istanbul (via Serbia e Bulgaria). Per continuare in Azerbaijan, Turkmenistan, Uzbekistan, Kazakhstan e, infine, la Mongolia.

L'impegno dell’ equipaggio “azzurro”, tuttavia, va oltre il progetto di solidarietà previsto istituzionalmente dal raid vero e proprio. La Peugeot Italia, infatti, ha deciso di mettere all’ asta la 208 utilizzata nella "gara": il ricavato integrerà la somma raccolta da Andrea, Davide e Giulio che sarà devoluta a Medici senza Frontiere, organizzazione già sostenuta negli anni passati dalla casa automobilistica francese.

Dal punto di vista tecnico - per consentirle di affrontare i 14.000 chilometri del percorso, la maggior parte dei quali costituiti da piste sterrate e da strade poco più che tracciate - la 208 “Mongol Rally” è stata sottoposta ad alcuni interventi di rinforzo. Qualche esempio: gli ammortizzatori, con steli e pistoni maggiorati e con molle rinforzate, sono ad azoto, con serbatoio del gas in ergal separato per facilitare lo smaltimento del calore che, combinato con il maggior volume dell’ olio, assicura la costanza di rendimento. Il sottoscocca è stato protetto con piastre in alluminio ed è stato aggiunto uno speciale portapacchi tubolare imbullonato al padiglione. La dotazione della 208 è stata infine integrata da piastre in compositi per l’ eventuale disincagliamento.

                                                                                                    

Una Peugeot 208 sulle strade del Mongol Charity Rally.
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