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Pedofilia, Benedetto e la tolleranza zero

Se Karol Wojtyla aveva iniziato la lotta già nel 2003 quando convocò i vescovi americani in piena bufera per gli scandali e disse che «non c’ è posto nel sacerdozio e nella vita religiosa per chi fa del male ai giovani», è assolutamente fuori di dubbio che è stato Joseph Ratzinger a dare il via alla più colossale opera di trasparenza.


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Tutto comincia con quel «io mi vergogno» pronunciato in volo verso gli Stati Uniti da Benedetto XVI. Joseph Ratzinger è stato il Pontefice della “tolleranza zero” nei confronti degli abusi sessuali commessi da sacerdoti e religiosi. Basta andare sul sito della Vaticano www.vatican.va e leggere nell’ apposita sezione (Abuso sui minori – la risposta della Chiesa) dedicata alla lotta contro la pedofilia tutti i suoi interventi e quelli dei suoi diretti collaboratori. Ma lì vi sono anche le norme, modificate a volte perché fossero più severe, da Benedetto XVI.

Se Karol Wojtyla aveva iniziato la lotta già nel 2003 quando convocò i vescovi americani in piena bufera per gli scandali e disse che «non c’ è posto nel sacerdozio e nella vita religiosa per chi fa del male ai giovani», è assolutamente fuori di dubbio che è stato Joseph Ratzinger a dare il via alla più colossale opera di trasparenza. Sappiamo che fu Ratzinger ad istruire il processo contro padre Maciel il fondatore dei Legionari di Cristo, ma poi altri avevano nascosto le carte. Così quando Ratzinger venne eletto Papa uno dei suoi primi atti fu un provvedimento contro padre Maciel insieme al commissariamento dei Legionari per la somma di scandali in cui erano coinvolti.

 Benedetto XVI ha parlato di abusi sessuali in ogni suo viaggio, ha incontrato le vittime e arrivato al punto di mettere sotto tutela un’ intera conferenza episcopale, quella irlandese, e poi quella tedesca, ha dimissionato decine e decine di vescovi che hanno coperto le attività dei pedofili. Dal punto di vista normativo ha aumentato a 20 anni il periodo di prescrizione del reato di abuso sessuale e ha sancito l’ obbligo per i vescovi e i superiori religiosi di aprire un’ inchiesta su ogni denuncia. Non c’ è alcuno Stato al mondo che ha un periodo di prescrizione così lungo. Benedetto XVI ha affrontato ogni scandalo con fermezza e soprattutto ha fatto in modo che venisse alla luce ciò prima era stato tenuto nascosto.

Sappiamo che non è stata una cosa facile, che la sua opera non era ben vista anche in Vaticano, che ha fatto una certa fatica, perché aveva attorno a sé prelati che hanno coperto e forse insabbiato molti casi. La sua denuncia in quel drammatico Venerdì santo alla Via Crucis al Colosseo, mentre Wojtyla consumava i suoi ultimi giorni aggrappato alla croce, sulla “sporcizia” nella Chiesa non si potrà mai dimenticare.

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