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Papa Luciani avvelenato, la "bufala vaticana": come smontare una delle più vecchie fake news

Luciani non fu avvelenato. I documenti smontano le tesi di chi aveva anche il nome del mandante: Marcinkus


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Chissà se la dimostrazione definitiva, carte e cartelle cliniche alla mano, che Albino Luciani- Giovanni Paolo I è morto per cause naturali metterà fine a quel vero e proprio genere letterario che aleggia intorno al Vaticano e all’ Istituto per le opere di religione, principale bersaglio di centinaia di libri che dipingono i 404 ettari su cui poggia la cittadella della Santa Sede come un luogo a metà tra un covo di loschi cospiratori e una centrale di riciclaggio di denaro sporco. L'inchiesta di Stefania Falasca contenuta nel libro "Papa Luciani, Cronaca di una morte" (Piemme), basata su inoppugnabili documenti inediti dell'Archivio Segreto Vaticano, non lascia adito a dubbi.

Il filone letterario “noir” che ruota attorno alla morte di Albino Luciani è infatti molto corposo e arriva fino agli ultimi saggi in libreria.

INTRIGHI E VELENI. FASULLI. La madre di tutte le cospirazioni è l’ inutilmente ingombrante volume, pubblicato la prima volta nel 1984, In nome di Dio di David Yallop, giornalista britannico che si definisce orgogliosamente agnostico.

La sua tesi è che Giovanni Paolo I sia stato avvelenato come alla corte dei Borgia e che il principale protagonista sia stato l’ allora presidente dello Ior Paul Marcinkus, che papa Luciani voleva allontanare per le nefandezze che commetteva all’ Istituto per le opere di religione.

Il libro, che non riesce a citare correttamente nemmeno la data esatta di nascita dello Ior, è una tale congerie di menzogne, invenzioni e fantasie che non meriterebbe neanche di essere citato, per essere lasciato finalmente all’ oblio che si merita.

E invece ha venduto milioni di copie in tutto il mondo, basandosi su una tesi assurda, ormai dimostrata infondata e buona solo per un fumetto: l’ assassinio di Luciani.

Ad alimentare questo genere noir ambientato nei sacri palazzi sono state alcune vicende opache realmente avvenute e comprovate, come la compartecipazione dello Ior nel crac del Banco Ambrosiano di Calvi. Ma i giornalisti di mezzo mondo si sono sbizzarriti nel metterci del proprio a suon di bufale, dipingendo il Vaticano come la seconda casa romana del “padrino” di Mario Puzo.

Nel saggio di Yallop, Marcinkus viene descritto come una sorta di gangster cresciuto alla scuola di Al Capone solo perché era nato nello stesso quartiere di Chicago, Cicero, e messo al centro di un complotto che vede implicati, oltre a Licio Gelli, una folta schiera di prelati e addirittura il segretario di Stato Jean-Marie Villot.

BENEFICENZA STRAVAGANTE. «Se il Vaticano», scrive Yallop nella prefazione all’ edizione italiana del suo libro, «saprà dimostrare l’ infondatezza del mio resoconto relativo alla scoperta del cadavere di Albino Luciani e proverà che la mia versione delle carte che teneva tra le mani è errata, allora devolverò ogni penny delle mie percentuali delle vendite di questo libro a favore della ricerca sul cancro».

Stravagante modo di fare beneficenza, peraltro. Ma non crediamo proprio che Yallop devolverà qualcosa dei suoi succulenti diritti d’ autore di questa favola noir anche dopo che è stato sbugiardato definitivamente.

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Papa Giovanni Paolo I. La morte improvvisa di Albino Luciani è stata rappresentata, lasciando sullo sfondo i complottismi, anche dalla fiction Rai con Neri Marcoré Papa Luciani, il sorriso di Dio (2006). (in alto, foto ANsa)
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