Immagine pezzo principale

«Padre Dall'Oglio sarebbe vivo»: il Times riaccende la speranza

Secondo il quotidiano britannico, che si basa su fonti curde, il gesuita, 64 anni, insieme con altri due ostaggi occidentali, un giornalista inglese e una crocerossina della Nuova Zelanda, sarebbe usato come "merce di scambio" per ottenere contropartite politiche. Con il passare delle ore cresce la prudenza (e c'è chi smentisce)


Pubblicità

Padre Paolo Dall'Oglio, il sacerdote gesuita rapito in Siria sul finire del lugluio 2013, sarebbe ancora vivo e oggetto di una trattativa da parte dell'Isis, l'autoproclamato Stato islamico, per sfuggire all'annientamento in una delle ultime sacche di territorio sotto il suo controllo. E' quanto riferito al quotidiano britannico Times da fonti curde. Oggetto dei negoziati, secondo il quotidiano, sarebbero oltre al religioso Dall'Oglio, 64 anni, il giornalista britannico John Cantlie, 49, e un'infermiera della Croce Rossa dalla Nuova Zelanda. L'Isis, secondo le fonti citate dal quotidiano, starebbe cercando un accordo con le forze curdo-arabe sostenute dagli Stati Uniti che li circondano, chiedendo un passaggio sicuro in cambio della liberazione degli ostaggi.

Come riporta Rainews24, due giorni fa il sottosegretario britannico all'Interno, Ben Wallace,  in un briefing alla stampa, ha dichiarato che Cantlie, catturato dallo  Stato islamico oltre sei anni fa, è ancora vivo. Il giornalista è noto  per essere comparso in una serie di video propagandistici dell'Is, ma   non se ne hanno notizie dalla sua ultima apparizione, nel 2016. 

Uno spiraglio "importante anche se non c'è ancora nulla di confermato" dice all'AdnKronos Francesca Dall'Oglio, una delle sorelle del sacerdote.

Con il passare delle ore auemnta la prudenza. Il Vaticano ha annunciato che al momento non ha alcuna prova che padre Dall'Ogli sia ancora vivo e oggetto di una trattativa dello Stato islamico per sfuggire all'annientamento in una delle ultime sacche di territorio sotto il suo controllo. «Non abbiamo riscontri», hanno risposto all'agenzia di stampa Ansa fonti qualificate. «L'unica cosa che possiamo dire in questo momento è che continuiamo a pregare perché padre Paolo Dall'Oglio sia vivo», così il direttore della Sala stampa vaticana, Alessandro Gisotti, ha risposto dal canto suo alla richiesta di commentare le notizie sulla possibilità che il gesuita romano rapito in Siria nel 2013 sia ancora vivo e ostaggio dell'Isis. «Mi associo - ha aggiunto - alle parole di speranza pronunciate questa mattina dal nunzio apostolico in Siria, cardinale Mario Zenari, che abbiamo avuto modo di sentire».

Le forze curdo-siriane che guidano l'offensiva contro l'Isis nel sud-est della Siria hanno a aloro volta smentito di essere a conoscenza dell'esistenza in vita del gesuita italiano Paolo Dall'Oglio e della sua permanenza come ostaggio nell'ultima sacca di territorio ancora in mano ai jihadisti. Lo ha detto all'Ansa il portavoce delle Forze siriane democratiche (Sdf), Mustafa Bali, raggiunto telefonicamente. Stamani il Times aveva affermato che Dall'Oglio sarebbe vivo assieme ad altri due ostaggi nelle mani dell'Isis.

 

Immagine articolo
Padre Paolo Dall'Oglio, sacerdote gesuita, in Siria dai primi anni Ottanta, è nato a Roma il 17 novembre 1954. Tutte le fotografie di questo servizio sono dell'agenzia di stampa Ansa.
Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo