Nonostante il cancro, Attivecomeprima

Si celebrano oggi i 40 di attività dell'associazione fondata da Ada Burrone con l'appoggio dell'oncologo e allora ministro Pietro Bucalossi e il sostegno del professor Umberto Veronesi


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Un misto di commozione e speranza. È ciò che, più di qualunque intervento, si sono portati a casa coloro che oggi hanno assistito a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, alla celebrazione dei 40 anni di vita della onlus Attivecomeprima. Un'associazione nata al femminile sulla scorta dell'esperienza personale, di dolore, spaesamento e speranza della sua fondatrice Ada Burrone, che da anni offre gratuitamente i propri servizi a donne e uomini con qualsiasi tipo di tumore e ai loro familiari. Un impegno costante, proiettato nel futuro ma con i piedi saldi nel presente: non c'è uno senza l'altro come testimoniano le esperienze di tutte quelle persone che, tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta, hanno dovuto affrontare "ex novo" la diffusione su larga scala di tumori che di lì a poco sarebbero diventati, in un numero sempre crescente di casi, prevenibili e curabili. Già, perché è su questi che in tempi non sospetti Attivecomeprima ha concentrato i propri sforzi: senza creare facili illusioni, sia chiaro, ma raccogliendo e accogliendo i bisogni più profondi e urgenti di uomini e donne malate che vedono crollarsi il mondo addosso nel tempo di un esame in ospedale. Uomini e donne che rischiano di sentirsi già morte. Uomini e donne che non sanno da che parte girarsi per trovare conforto.

È sulla scorta di tali testimonianze che nel corso di questi 40 anni la onlus ha messo a punto, aggiornandolo costantemente grazie al contributo indispensabile di oncologi, psicologi, medici di famiglia e altri operatori del settore, un vero e proprio protocollo di approccio, un metodo di supporto a 360 gradi da applicare con rigore. Il segreto è nella rete che Attivecomeprima è stata in grado di realizzare, mettendo in contatto tra di loro soggetti lontani, non solo geograficamente, nella convinzione che dalla condivisione delle conoscenze si sarebbero potuti raggiungere successi validi per tutti. E così è stato.  

«Pur senza avere mai avuto entrate certe, - ha spiegato Ada Burrone -  l'associazione ha mantenuto e sviluppato i suoi servizi attraverso erogazioni liberali, contributi da progetti e libere offerte da privati cittadini e vive soprattutto grazie alla testimonianza delle tante persone che hanno ottenuto beneficio dal nostro lavoro. Confidiamo nell'aiuto di tutti per poter rispondere alle sempre più numerose richieste che ci pervengono quotidianamente da tutta l'Italia e per poter far fronte alla necessità di sviluppo dei nostri servizi. Lavoriamo sempre più convinti che la cura della malattia e la cura della persona siano due aspetti inscindibili di un'azione con un solo fine: aiutare a vivere».

«Da quarant'anni - ha proseguito tramite un videomessaggio Umberto Veronesi - Attivecomeprima lavora su un campo e un fronte nuovo: il dialogo, la comunicazione e l'affetto verso il paziente. Oggi sapiamo che questo aspetto non è meno importante di quello scientifico. La grande lezione che abbiamo avuto è che solo un rapporto umano molto intenso, l'empatia con il malato può veramente guarirlo, non solo nel corpo, ma soprattutto nel suo profondo, nel suo pensiero e nella sua anima. Ada Burrone, fondando Attivecomeprima, ci ha mostrato che il medico, in una visione olistica, non deve curare solo la malattia ma deve curare il malato, anzi di più: deve "prendersi cura" del malato. Ci ha fatto capire che è certamente difficile togliere un nodulo al seno di una donna, ma è molto più difficile toglierlo dalla mente».

Il metodo di lavoro nasce dall'incontro e dall'ascolto delle persone ammalate di cancro e consente di intervenire sugli aspetti traumatici di tale esperienza, evitando che gli stessi blocchino le persone nella sofferenza, nella paura e nell'esclusione dalla vita. 

Sono oltre 100 le persone che ogni settimana vengono supportate dai servizi psicologici, psicofisici e creativi dell'associazione, circa 2.700 le risposte dal centro di ascolto e orientamento, più di 900 le consulenze individuali per problemi di varia natura. Il tutto tramite un'equipe che vanta 15 consulenti tra psicologi, medici, operatori psicofisici e creativi e ben 62 volontari tra medici, psicologi, giornalisti, fiduciarie (ex pazienti) ed esperti in vari settori.

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