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Non vivete la bocciatura come un fallimento, ma come un'esperienza per crescere

Bocciato: capita ogni anno a uno studente su 10. Lo psicoterapeuta Alberto Pellai invita genitori e studenti ad analizzare le cause che hanno portato al verdetto negativo, cogliendo la possibilità di riorientare il percorso scolastico, o superare le cause del disagio che l'hanno generato. E sul prossimo numero di Famiglia cristiana un'inchiesta sul fenomeno dei rimandati a settembre


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Pagelle in distribuzione: per molte famiglie la conclusione dell’ anno scolastico si materializza con la consultazione delle valutazioni che i docenti hanno attribuito al proprio figlio. Se per la maggioranza degli adolescenti questo è l’ atto che sancisce in modo definitivo l’ inizio delle tanto desiderate vacanze estive, c’ è però anche chi deve fare i conti con un esito degli scrutini sfavorevole. Ovvero con esami a settembre per chi frequenta le scuole superiori, oppure con una bocciatura, eventualità che può verificarsi sia nella secondaria di primo grado che in quella di secondo grado. 
Se gli esami a settembre sono una sorta di palestra di allenamento per lo studente che deve recuperare e riallinearsi con gli obiettivi di apprendimento che la scuola si attenda da lui in alcune discipline, la bocciatura comporta invece un’ interruzione del percorso scolastico. 
E’ un’ evenienza che può accadere e che non sempre significa “non hai studiato”. A volte, specialmente quando avviene al termine del primo anno della scuola superiore, la bocciatura può essere un invito diretto che il corpo docente fa allo studente affinché “ri-orienti” il proprio percorso scolastico. Potrebbe significare: “Questa non è la scuola adatta a te” e se questo è il messaggio presente nell’ esito dello scrutinio è bene che la famiglia ne tenga conto. Perché ciò che serve ad un figlio, a questo punto, non è essere sgridato o svalutato, bensì essere aiutato a ri-definire il proprio progetto scolastico e probabilmente anche a cambiare indirizzo o tipologia di scuola da frequentare alla riapertura dell’ anno scolastico.
Per la famiglia è utile un confronto con la scuola. Confronto e non scontro. Accade sempre più spesso che i genitori di uno studente respinto vedano nella bocciatura un atto persecutorio e profondamente ingiusto e si muovano, perciò, di conseguenza. Comincia così un percorso a base di colloqui infuocati, minacce di ricorsi e denunce. Si tratta di una rottura dell’ alleanza tra adulti che lascia spesso il ragazzo bocciato quasi ai margini di tutto ciò che gli adulti stanno facendo intorno al suo fallimento scolastico. E’ la peggiore delle situazioni che si può verificare. Perché l’ atteggiamento che serve di più è comprendere le ragioni della bocciatura e non combattere contro chi le ha trasformate in amara realtà per lo studente. E’ utile che i genitori verifichino con la scuola, che cosa è successo, che aspettative non sono state soddisfatte da parte dello studente e soprattutto individuino qual è la ragione che ha portato a rendere non promuovibile il ragazzo. Se si tratta di fattori associati a carenze dello studente – scarso impegno, problemi comportamentali, mancanza di un metodo di studio – è fondamentale fare tesoro dell’ estate per porvi rimedio. Se invece si è trattato di un problema legato ad errato orientamento scolastico, occorre riverificare le scelte operate e le ragioni che hanno portato a scegliere una scuola poco adatta alle attitudini e competenze dello studente. Su queste basi si può poi procedere con una nuova scelta.
Ci sono poi bocciature che sono conseguenza di una fase faticosa, dal punto di vista emotivo, che è stata attraversata dallo studente o dalla sua famiglia nel corso dell’ anno scolastico. Malattie, separazione dei genitori, lutti, la perdita del lavoro da parte di un famigliare, una depressione o un’ altra forma di disagio psico-emotivo negli adulti di riferimento può tradursi in un’ incapacità del giovanissimo a reggere lo sforzo cognitivo, il livello di attenzione e concentrazione che gli studi superiori richiedono. In questo caso, è molto utile affrontare il cuore del problema e comprendere quali sono i passaggi che possono permettere all’ adolescente di superare il disagio che è alla base della sua bocciatura.
In generale, vale la pena come adulti, considerare la bocciatura come una crisi da cui possono scaturire delle opportunità. Una volta nella vita può succedere. Ciò che diventa davvero problematico è che l’ errore venga ripetuto. 

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