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Niente fondi e Meter rischia la chiusura

Il presidente don Fortunato Di Noto denuncia: "Costretti a licenziare cinque dipendenti perché la Regione Sicilia non ci ha mai liquidato un finanziamento di 63 mila euro". Un colpo grave alla lotta contro la pedofilia.


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Meter, l’ associazione che dal 1989 combatte contro gli abusi all’ infanzia e la pedo-pornografia, rischia di chiudere i battenti per mancanza di fondi. Due giorni fa il fondatore e presidente della onlus, don Fortunato di Noto, il sacerdote conosciuto in tutt’ Italia per la sua lotta alla pedofilia, è stato costretto a licenziare cinque storici collaboratori dell’ associazione, assunti da Meter in questi anni.

  “Non abbiamo avuto scelta. A portarci a questa dolorosa decisione è una scellerata politica che dimentica quanto abbia fatto e stia facendo per la tutela dei minori in Sicilia e nel resto del Paese la nostra associazione”. Il colpo di grazia, spiega il sacerdote, parroco ad Avola, è la mancata erogazione di un contributo regionale di 63 mila euro già  stanziato nel 2012. “La cifra non ci è mai stata liquidata, ma noi in questi anni abbiamo continuato ad operare.   Oggi non siamo più in grado di  garantire lo stipendio ai nostri lavoratori”.

Il rischio che Meter sospenda i propri servizi, dal monitoriggio della rete all’ assistenza alle piccole vittime degli abusi sessuali, è tutt’ altro che lontano. “La carità ha bisogno di risorse e la lotta alla pedofilia e l’ aiuto concreto ai piccoli non possono dipendere solo dal volontariato, pur rimenendo l’ anima dell’ associazione. E’ davvero amaro il dover constatare che una realtà che ha fatto la storia in Italia della lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e inventato un modello d’ intervento sia stata lasciata da sola dalle istituzioni”, dichiara don Di Noto, che proprio pochi giorni fa aveva ricevuto il riconoscimento della cittadinanza onoraria dal Comune di Aci Castello per il suo impegno nella tutela dell’ infanzia violata, l’ ennesimo in questi 25 anni di attività.

Non per questo getteremo la spugna”, conclude il combattivo sacerdote siciliano, “Proseguiremo a camminare magari con una sola gamba;  osserveremo la rete con un solo occhio, ma il nostro impegno non verrà mai meno, in un modo o nell’ altro”.   
 
   La decisione di rescindere il contratto di lavoro ai cinque dipendenti è stata presa a due mesi  dall’ apertura ad Avola di “Casa Meter” per l’ accoglienza  delle vittime di abusi e maltrattamenti. Tra l’ altro l’ associazione, che opera da anni in collaborazione con le forze del’ ordine e la Polizia postale, ha lanciato la “Giornata Bambini Vittime della violenza, dell'indifferenza e dello sfruttamento”.

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